Sciopero generale, stop dell’Authority: “Lo dovete riprogrammare, viola le norme”. Cgil e Uil tirano dritto

giovedì 9 Dicembre 20:15 - di Federica Argento
Sciopero generale

Cancellare lo sciopero generale proclamato per il prossimo 16 dicembre e riprogrammarlo. È lo stop che arriva dalla commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. L’Authority ha scritto a Cgil e Uil chiedendo di riformulare la data entro cinque giorni. Il motivo: lo sciopero così come è stato indetto viola le norme. Per quanto riguarda il settore Poste e igiene ambientale, non rispetta neanche il periodo di franchigia durante il quale non possono essere proclamati scioperi: la regolamentazione nel servizio postale infatti esclude ogni azione di mobilitazione nei giorni di pagamento dell’Imu, che quest’anno cade proprio il 16 dicembre. Mentre nel settore dell’Igiene ambientale l’accordo nazionale stipulato dai sindacati stessi con l’amministrazione stabilisce che non possano essere effettuati scioperi dal 15 dicembre al 6 gennaio.

L’Autorithy gela i sindacati: dovete rinviare

Inoltre lo sciopero indetto da Cgil e Uil viola la regola della «rarefazione oggettiva»: in pratica è troppo vicino ad una serie di altri scioperi programmati per singoli settori. La Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha scritto pertanto ai sindacati Cgil e Uil chiedendo di riformulare la data entro cinque giorni. La comunicazione dell’authoriti contiene un lungo elenco di scioperi che nei prossimi giorni interesseranno i settori pubblici essenziali: da quello di venerdì sulla scuola a quello sul trasporto locale che interesserà singoli settori nei prossimi giorni, da quello delle poste del 15 dicembre a quelli dei settori radio tv, trasporto aereo, marittimo, dell’igiene ambientale e degli istituti di vigilanza.

Uno sciopero nato male

Uno sciopero che ha spaccato la sinistra. Il Pd che è ripasto senza parole, e uno spezzone di sindacato – la Cisl che non avveva aderito. Paradossalmente facendo spostare i dem sulle posizioni del sindacato centrista. Un guazzabuglio, una frattura non facile da ricomporre tra un centrosinistra, “sorpreso” e “sconfortato”, e il sindacato di riferimento. In più, ha fatto infuriare Draghi. Ora ci si mette anche la doccia gelato del rinvio da comunicare entro e non oltre cinque giorni. Con la gente comune, ma anche insigni editorialisti, che hanno dto degli irresponsabili ai Landini boys.

I sindacati confermano lo sciopero

Cgil e Uil prendono atto della delibera del Garante e fanno sapere che procederanno ugualmente; garantendo che lo sciopero del 16 sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Così in una nota Cgil e Uil hanno risposto  ai rilievi del Garante.

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