Rotondi gela tutti: ma quale cantiere del centro, ci sono solo politici in cerca di un posto di comando

sabato 4 Dicembre 15:31 - di Viola Longo
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Parte in salita il progetto di Clemente Mastella di dare vita a «un’alleanza al centro», una «Margherita 2.0», che costituisca «un’area centrale che si allea». Lanciato oggi dal Teatro Brancaccio di Roma, insieme alla presentazione del nuovo partito “Noi di centro”, l’appello si scontra con diffidenze, freddezze, distinguo e collocazioni già esistenti. Oltre che con i veti posti dallo stesso Mastella e indirizzati in particolare a Carlo Calenda. Il sindaco di Benevento lo ha definito «un personaggio stravagante, un po’ tolemaico», buttandola poi anche sul personale: «Soffre – ha sostenuto – un complesso psicologico di inferiorità rispetto a me». È poi Gianfranco Rotondi a chiudere la faccenda con un lapidario «non esiste alcun cantiere», ma politici per i quali «il centro è un posto dove comandano loro».

Il centro di Mastella o il centro di tutti?

Per il senatore di Coraggio Italia Gaetano Quagliariello, che con il suo partito è impegnato in questi giorni in un tentativo di allineamento parlamentare con Italia Viva, «una federazione è un’ipotesi che si può prendere in considerazione», ma «la cosa importante è che questo appello sia erga omnes, che non ci siano esclusioni». Insomma, con l’uscita su Calenda, Mastella è partito col piede sbagliato. O, per lo meno, senza riuscire a conquistare la piena condivisione di Quagliariello, che, a margine della stessa assemblea costituente di “Noi di Centro”, ha sottolineato che «per quanto mi riguarda l’appello resta erga omnes».

Il problema delle collocazioni

Un altro tema presente nel dibattito è quello delle collocazioni. Ancora Quagliariello, per esempio, ha ribadito che «noi siamo il centro del centrodestra, il problema non è quello di cambiare la nostra collocazione» aggiungendo che invece «è quello di riconoscere oggi che le coalizioni sono in difficoltà e che forse questo spazio, in modo empirico, è più consono per le forze centrali del panorama politico italiano. Ognuno con la propria tradizione e le proprie differenze». Decisamente più velenoso è stato poi Calenda, che era a Napoli per presentare il manifesto politico del suo partito.

Calenda liquida l’operazione di Italia Viva e Coraggio Italia

Il leader di Azione non ha risposto direttamente a Mastella, ma al tentativo di Italia Viva e Coraggio Italia di dare vita a una federazione a livello parlamentare. «Gli auguro (a Iv e CI, ndr) tutto il bene possibile, dopodiché Italia Viva ha detto che sta a sinistra, Coraggio Italia ha giurato che sta a destra, ora si uniscono per contare di più al Quirinale. Non mi sembra un progetto politico, ma un’operazione che ha un orizzonte molto limitato, ma vadano dove vogliono», ha chiosato Calenda che, stando a quanto emerso, si è chiamato fuori dal progetto.

Rotondi: «Politici in cerca di un posto dove comandare»

E se Mastella ha incassato il plauso dell’ex ministro Francesco D’Onofrio e il sì del Ple, il Partito liberale europeo, ha però dovuto fare i conti anche con il bagno di realismo proposto da Gianfranco Rotondi. «Un cantiere di centro non è aperto da nessuna parte. Ci sono tanti politici che cercano il centro, ma per loro il centro è un posto dove comandano loro, preferibilmente da soli, e quindi non si incontreranno mai», ha detto parlando con l’Adnkronos il deputato centrista di Forza Italia, in questi giorni impegnato in un tour di presentazione del suo libro La variante Dc, partito ieri da Roma con il dibattito con Giorgia Meloni, Dario Franceschini e Francesco Verderami.

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