Omicidio Kennedy: in rete altre carte desecretate. Spunta il misterioso viaggio in Messico di Lee Oswald

mercoledì 15 Dicembre 20:38 - di Laura Ferrari
omicidio Kennedy

Difficilmente arriverà la verità che ancora manca all’omicidio di J.F. Kennedy, ma non mancano i documenti di interesse storico fra i circa 1500 file che la National Archives and Records Administration ha pubblicato, su ordine dell’Amministrazione Biden.

Sono trascrizioni, rapporti, e memorandum che fanno parte dell’enorme archivio sull’assassinio del presidente, avvenuto il 22 novembre 1963 a Dallas, e che una direttiva del 1992 del Congresso Usa prevedeva di rendere interamente pubblico a partire dal 2017. Invece Trump prima e Biden oggi, citando ragioni di sicurezza nazionale, hanno limitato questa diffusione: e nonostante i 1500 file appena diffusi – che portano oltre il 90% il totale dei documenti resi disponibili – ci sono ancora moltissime testimonianze censurate o addirittura bloccate integralmente, per la frustrazione dell’opinione pubblica e degli storici.

Omicidio Kennedy: Oswald andò nelle ambasciate di Cuba e Urss

Nonostante lo scetticismo, fra i documenti rilasciati non mancano quelli di interesse, come il rapporto dettagliato sugli spostamenti messicani di Lee Harvey Oswald, ufficialmente l’unico colpevole identificato dalla commissione Warren, nelle settimane precedenti l’omicidio di Kennedy a Dallas. Un rapporto della Cia ripercorre i contatti di Hoswald a Città del Messico, entrato in auto nel paese il 26 settembre, dopo essersi presentato come fotografo. Nei giorni successivi Oswald visitò le ambasciate di Cuba e Unione Sovietica per ottenere un visto per Odessa (previo passaggio all’Avana). Dopo una serie di contatti con diplomatici sovietici, fra cui il vicempremier Valerij Kostikov, in un altro documento descritto come agente del Kgb, il 3 ottobre Oswald tornò negli Stati Uniti, e del visto non si seppe più nulla.

La diffusione arriva due mesi dopo la decisione di Biden di rimandare la diffusione di una serie di documenti per tutelare “la difesa militare, le operazioni di intelligence, le forze dell’ordine o la condotta delle relazioni estere” da ripercussioni “di tale gravità da superare l’interesse pubblico nella divulgazione immediata”. Una nuova diffusione di documenti è fissata al 15 dicembre 2022, per consentire ai documenti rimanenti di essere sottoposti a una rigorosa revisione .

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