Mesina, i particolari del blitz: dormiva vestito e all’irruzione dei Ros si è arreso senza dire una parola

sabato 18 Dicembre 11:56 - di Lorenza Mariani
Mesina

Un «arresto da manuale». Un «intervento pulito». Nel corso del quale «Mesina non ha avuto il tempo per pensare», racconta il generale Angelosanto mentre è in viaggio per la Sardegna per la conferenza stampa sul fermo del latitante destinatario di un provvedimento di esecuzione della pena a 24 anni di reclusione, emesso dalla procura generale presso la corte di Appello di Cagliari. Un ricercato che, dal luglio del 2020, aveva fatto perdere le sue tracce. E che, con un blitz notturno degno dei più quotati film d’azione, i carabinieri del Ros, con il supporto in fase esecutiva del Gis, del comando provinciale carabinieri di Nuoro e dello squadrone eliportato cacciatori di Sardegna, hanno stanato in un’abitazione di Desulo: un centro del nuorese. Dove i militari lo hanno individuato al termine di una indagine «lunga e complessa».

Mesina, i particolari dell’arresto

«Si è arreso subito. Quando lo abbiamo arrestato ha alzato gli occhi al cielo, sembrava che stesse dicendo “è finita”. Ma è rimasto in silenzio. Non ha detto una sola parola. Non ha avuto alcuna reazione» racconta allora all’Adnkronos uno dei carabinieri che ha messo le manette a Mesina. Sì, perché stando a quanto racconta chi era presente al blitz, Mesina sembrava «sorpreso». Forse non si aspettava che i carabinieri riuscissero a scoprire il suo covo. Era ospite di due coniugi, anche loro rimasti in silenzio dopo l’irruzione del Gis e del Ros. I due, accusati di favoreggiamento, sono stati arrestati. A casa i militari dell’Arma hanno trovato una somma di denaro che è stata sequestrata: all’incirca 6000 euro.

“Grazianeddu” dormiva vestito

Graziano Mesina dormiva vestito, fanno sapere gli investigatori nel corso della conferenza stampa sull’arresto del bandito nel nuorese. Nella camera da letto in cui è stato arrestato Grazianeddu (come veniva chiamato in gergo), c’erano diverse «coperte di lana, molto pesanti. E una stufetta», racconta nel dettaglio il tenente colonnello Giorgio Mazzoli, Comandante sezione Anticrimine del Ros a Cagliari. Durante la notte, nel corso del blitz, «non c’è stata una sola luce accesa per capire quello che stava succedendo attorno. Non c’è stata una sola persona che si sia affacciata per capire cosa stesse succedendo».

Mesina forse “tradito” dalle mosse “di un favoreggiatore”

Accudito. Protetto e nascosto. Eppure Graziano Mesina è stato “tradito” dalle mosse “di un favoreggiatore”. Già, perché come illustra ancora il generale Pasquale Angelosanto, il blitz è scattato intorno alle 3 a Desulo, dopo che i Ros e il Gis hanno seguito uno dei favoreggiatori di Mesina «che si muoveva in modo strano» fino al covo del piccolo centro nel nuorese, abitato da una coppia di insospettabili coniugi. «Era nascosto in una casa di due piani – dice il generale Angelosanto – e Mesina si nascondeva da mesi a piano terra dello stabile».

Si nascondeva da mesi a piano terra dello stabile

Una indagine «lunga», all’antica. Condotta «senza confidenti o collaboratori di giustizia», spiega ancora l’alto ufficiale. E che «ha avuto una accelerazione decisa perché nell’attività di analisi nel suo contesto relazionale, siamo riusciti a cogliere alcuni elementi dissonanti che ci hanno permesso di circoscrivere l’area di intervento» spiegano gli inquirenti. E ancora: «Dal giorno della fuga, nel luglio del 2020, lo abbiamo braccato senza sosta – aggiunge –. E da quel giorno è stato un lavoro incessante per la cattura». Del resto, il bandito poteva «godere di una ampia rete di favoreggiatori». E uno dei fiancheggiatori, senza volerlo, lo ha portato dritto al covo nel nuorese. Dove,i carabinieri  hanno arrestato anche la coppia di coniugi che ospitava Graziano Mesina. L’accusa è: procurata inosservanza di pena, «un reato un po’ più grave del favoreggiamento».

Grazianeddu Mesina, un “maestro” della fuga

Intanto, mentre proseguono le perquisizioni, gli inquirenti fanno sapere: non è finita. «Stiamo eseguendo anche dei rilievi tecnici». Ricostruire il piano di fuga e di connivenze sarà complicato. Anche perché, l’ex primula rossa del banditismo sardo di fughe ne ha totalizzate 22. Di cui dieci perfettamente riuscite. Un maestro dell’evasione, Grazianeddu Mesina, intorno a cui aleggiano ombre e sospetti. Tanti, articolati e intricati. E che gli inquirenti dovranno ricostruire e decodificare.

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