La Svizzera approva il cambio di sesso in un giorno. I minori non devono chiedere il permesso ai genitori

martedì 28 Dicembre 10:39 - di Robert Perdicchi

La legge è passata, con il battesimo della sinistra, che ha imposto perfino che i minorenni sotto i 16 anni non debbano chiedere il permesso ai genitori, ma solo un parere al rappresentante legale, mentre fino ai 18 anni basta una semplice autodichiarazione. Il cambio di sesso “in un giorno”, come è stato ribattezzato in Svizzera, entrerà in vigore dal primo gennaio 2022: una norma che viene presentata come una grande conquista in termini di diritti civili, con la quale le persone transgender e intersessuali potranno far iscrivere più facilmente nel registro di stato civile il cambio di sesso senza passare da un giudice.

La norma sul cambio di sesso in un giorno

Il Consiglio federale della Svizzera ha deciso di porre in vigore per quella data la revisione del Codice civile (CC) e le conseguenti modifiche dell’ordinanza dello stato civile e di quella sugli emolumenti in materia di stato civile, modificando la legge varata dal Parlamento il 18 dicembre 2020 e concedendo alle persone interessate di modificare velocemente e senza ostacoli burocratici il sesso e il nome iscritti nel registro civile mediante una dichiarazione di fronte all’ufficiale dello stato civile. Requisito? Basta dichiararsi consapevoli di non appartenere al sesso iscritto nel registro dello stato civile pagando 75 franchi.

Verso la creazione del terzo “genere”, dopo maschio e femmina

La mancata autorizzazione da chiedere ai genitori è stato uno dei punti su cui si è battuta l’anima di sinistra della coalizione che governa la Svizzera tra le due Camere federali durante le discussioni in Parlamento. Il Consiglio Nazionale ha a lungo ribadito che ciò poteva avvenire senza il consenso dei genitori, mentre il Consiglio degli Stati ha difeso almeno il benestare del rappresentante legale per i giovani sotto i 16 anni. Alla fine anche la Camera del popolo ha ceduto alla sinistra su questo punto, nonostante le perplessità dell’Udc, che avrebbe invece preferito attenersi alla versione iniziale che prevedeva invece il consenso dei genitori o dei tutori per tutti i giovani d’età inferiore a 18 anni.

Il prossimo passo potrebbe essere l’introduzione di una terza categoria di genere, oltre a maschi e femmine, come già in Germania, che nel 2018 è diventata il primo governo europeo a introdurre un terzo genere, ma nel giugno 2021 ha affossato due progetti di legge volti a introdurre l’autoidentificazione di genere. Un trend europeo, una moda occidentale, purtroppo, altro che diritti.

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