“La mia ultima occasione”: così Mattarella dà l’addio definivo al Colle. Messaggio chiaro al Pd

lunedì 20 Dicembre 13:32 - di Alberto Consoli
Mattarella si congeda

L’addio di Sergio Mattarella al Quirinale arriva con parole inequivocabili con dieci giorni d’anticipo sul suo ultimo Discorso di Capodanno. Il presidente della Repubblica si è congedato con parole che sono un messaggio netto a chi ancora lo tira per la giacchetta.  Alla XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia nel mondo, il Capo dello Stato ha così preso commiato: “Consentitemi infine, in questa ultima occasione in cui posso rivolgermi alla vostra comunità, di esprimervi fervidi auguri per il Natale, per il Nuovo Anno e per il futuro. A tutti Voi e alle Vostre famiglie”. Parole formali, rituali ma non troppo. Sono l’istantanea con cui ha inteso mandare un altro messaggio circa la sua indisponibilità  a un bis al Colle.

Mattarella si congeda dal Colle con 10 giorni di anticipo

Per intenderci, parole diplomatiche ma anche politiche viste le continue insistenze che giungono dal Nazareno. Il Capo dello Stato non ha nascosto la sua “irritazione” per il pressing. In particolare nnon gli è piaciuta proposta di legge di alcuni esponenti del Pd per l’abolizione del semestre bianco e il divieto di un secondo mandato consecutivo per il Quirinale. Dunque, nessun passo indietro. Se ne facciano una ragione.

Il congedo dagli ambasciatori: ricordo di Luca Attanasio

Con gli ambasciatori Mattarella ha voluto condividere un ricordo che fa ancora male: “Desidero, in questa sede, fare memoria dell’ambasciatore Luca Attanasio. Ucciso insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo nella Repubblica democratica del Congo. Un esempio di chi aveva messo la propria italianità a servizio della causa dell’umanità”, ha sottolineato  di fronte ai più alti vertici della diplomazia italiana. “La politica estera dell’Italia repubblicana ha sempre cercato di ispirarsi a questi criteri”: promozione della pace e della cooperazione internazionale; “non ignorando il valore dell’accoglienza che spesso accompagna l’immagine italica all’estero e che si traduce in un rafforzamento di quello che si ama definire soft-power”.

Mattarella si congeda: l’Europa sia più rilevante nell’Alleanza Atlantica

“La coesione fra le democrazie liberali rimane priorità. E costituisce il nucleo attorno al quale rafforzare un ampio e stretto raccordo tra i Paesi a ordinamento democratico” dell’Unione europea, ha proseguito il Presidente della Repubblica. “La difesa dei valori liberal-democratici e dello Stato di diritto all’interno del nostro Continente è, in questo senso, essenziale. Sono valori che vanno tuttavia praticati e vissuti, sia attraverso il rafforzamento del carattere irreversibilmente democratico della cittadinanza europea; sia nella gestione delle crisi di fronte alle quali si trova l’Europa. L’atteggiamento di ‘fortezza Europa’ che, con scarso rispetto dei diritti umani, alcuni manifestano, non corrisponde alle ambizioni di questa Unione europea”.

“L’Ue non può essere marginale”

“Il ventunesimo secolo non deve essere vissuto con la rassegnazione di una ineluttabile marginalizzazione dell’area europea. La conclusione della lunga stagione dell’impegno in Afghanistan e la formazione di nuove architetture politiche e di sicurezza nel Pacifico, segnalano la volontà degli Stati Uniti di riformulare l’approccio del proprio ruolo e della propria presenza internazionali. Per consolidata tradizione, cultura, valori, legami umani e impianto istituzionale, Stati Uniti e Unione europea si troveranno sempre fianco a fianco”. Mattarella ha aggiunto: “Anche per questo, la scelta di spostare gradualmente il baricentro delle politiche Usa verso il Pacifico impone una assunzione di responsabilità sempre più diretta da parte degli interlocutori europei”.

“L’Europa è chiamata a svolgere un ruolo più rilevante nella definizione della strategia dell’Alleanza atlantica. Lo sviluppo di una capacità di difesa da parte della Unione europea -ha ribadito Mattarella- rappresenta un tassello essenziale del necessario percorso di autonomia strategica. Sono convinto che l’Unione europea saprà essere efficace nel perseguire questo obiettivo”.

 

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