La Cgil e la Uil spiazzano Orlando: «Non posso nascondere una certa sorpresa, devo capire bene»

martedì 7 Dicembre 11:22 - di Redazione
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La protesta sindacale annunciata per il 16 dicembre spiazza Andrea Orlando. Che si sente tradito perché la sinistra e la Cgil sono sempre andati a braccetto. E questo sciopero, dal sapore politico,  non doveva essere proclamato. “Non mi sfuggiva che il sindacato avesse dei dubbi. Ma ho letto le motivazioni e francamente non posso nascondere una certa sorpresa”. Così il  ministro del Lavoro commentando a Radio Anch’io lo sciopero generale di Cgil e Uil.

Orlando: lo sciopero sindacale non ha fondamento

«La manovra, come tutte le manovre, può avere luci e ombre”, aggiunge dialogante. “Però questa rafforza le garanzie per i lavoratori. Aumenta le risorse sul fronte del sociale, degli ammortizzatori e non autosufficienza. C’è la scelta di investire grande parte del tesoretto sul fronte dell’Irpef».

La manovra non penalizza lavoratori e pensionati

“Sicuramente non è una riforma che penalizza lavoratori e pensionati”, aggiunge il ministro  del Lavoro che ritiene legittima la scelta del sindacato, rispettabile, ma non scontata o dovuta.” Io spero e credo che ci sia ancora lo spazio per un dialogo. Questo governo non ha mai rinunciato al confronto con i sindacati. “Bisogna capire bene i motivi di questa protesta. Ma se riguarda la manovra, allora ci sono ancora degli aspetti su cui possiamo lavorare”, conclude sperando ancora di evitare lo sciopero che ha fatto infuriare Draghi.

La Cisl si sfila e attacca Cgil e Uil

Si sfila dalle proteste, come è noto, la Cisl. Che non aderisce allo sciopero e punta l’indice contro la schizofrenia delle scelte delle altre due sigle sindacali. “Ho la sensazione”, dice  Roberto Benaglia della Cisl, “che questa dichiarazione di sciopero vada al di là del merito del confronto che c’è stato con il governo. E che, peraltro, ha portato dei risultati”. In un’intervista al Corriere della Sera denuncia situazioni molto contraddittorie e particolari.

Benaglia: questo è il sindacato della convenienza

“Per esempio, a livello di sindacato dei metalmeccanici, abbiamo la Fiom che con il gruppo Stellantis firma accordi in alcuni stabilimenti e in altri no. La stessa cosa è capitata quando noi di Fim Cisl abbiamo siglato un accordo in Piaggio, per una serie di assunzioni a tempo determinato. Anche lì ci siamo divisi”. E ancora in un crescendo di critiche. “Siamo di fronte a una sorte di sindacalismo della convenienza – sottolinea Benaglia – che guarda all’oggi, senza riflettere sulle grandi strategie. Il sindacalismo, come altri ambiti, è stato messo dura prova dalla pandemia. Dobbiamo ritarare i nostri veri obiettivi. Serve, insomma, un modo di fare sindacato che non sia massimalista e che sia più partecipativo“.

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