Kim, dieci anni di potere comunista: la Corea del Nord sempre più isolata e con l’economia a pezzi

venerdì 17 Dicembre 15:11 - di Mia Fenice
Kim Jong un

Una Corea del Nord sempre più isolata, con un’economia stritolata dalle sanzioni e un programma nucleare che rappresenta una minaccia globale. Dieci anni dopo la scomparsa di Kim Jong Il, il 17 dicembre 2011, l’allora inesperto 27enne “Grande Successore”, come era stato definito all’epoca Kim Jong Un, prese il potere di una delle ultime dittature comuniste, ma erano in molti a prevedere un colpo di Stato o che fosse scalzato dalle élite nordcoreane.

«Il regime di Kim Jong Un non durerà a lungo», disse il suo fratellastro a un giornalista giapponese. «La Corea del Nord come la conosciamo è finita», fu il commento di un veterano della Casa Bianca in un editoriale. E anche per le strade della capitale, Pyongyang, dove le critiche al regime sono tabù, si rincorrevano voci sulla sua giovinezza ed inesperienza.

L’ascesa al potere di Kim Jong Un

Invece il mondo sottovalutò quel giovane formatosi nelle scuole svizzere. Dieci anni dopo la sua ascesa al potere, Kim ha cementato la sua posizione, ma l’ottimismo sul fatto che l’età e l’istruzione del giovane dittatore potessero aprire la strada a un processo di riforme è svanito da tempo, oscurato dalle epurazioni di centinaia di oppositori e dall’ambizione nucleare di Kim, superiore a quella del padre e del nonno.

Il giovane leader nordcoreano, usando il pugno di ferro e reprimendo ogni forma di dissenso, ha consolidato il regime in modo più rapido di quanto la maggior parte delle persone, sia all’interno che all’esterno del Paese, avrebbe potuto immaginare. Ma tutto questo ha avuto un prezzo devastante per la popolazione.

Corea del Nord, l’economia è a pezzi

L’economia è a pezzi per le sanzioni imposte a causa dei test nucleari e missilistici e in Corea del Nord è ancora concreto il rischio di morire di fame. Eppure una delle promesse fatte da Kim all’inizio del suo mandato era stata che il suo popolo non avrebbe mai più stretto la cinghia. Kim, a differenza del padre reticente, ha ammesso pubblicamente i suoi fallimenti, arrivando durante una parata militare lo scorso anno a scusarsi in lacrime per le gravi difficoltà economiche del Paese.

Pyongyang, inoltre, si è avvicinata al conflitto con gli Stati Uniti come mai accaduto nei decenni scorsi e la pandemia non ha fatto altro che sigillare ancora di più i confini, blindando l’ingresso di persone, merci e informazioni.

Kim Jong Un e l’isolamento del Paese

Il 37enne Kim, che ha più o meno l’età che aveva suo nonno, il fondatore della Corea del Nord Kim Il Sung, quando nel 1948 prese il potere, vorrebbe usare il programma nucleare del Paese come moneta di scambio con la comunità internazionale per un allentamento delle sanzioni e in questi anni è arrivato perfino a testare una bomba all’idrogeno. Ma i due vertici con l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nonostante le grandi aspettative, non hanno portato alcun risultato concreto. La strada dello sviluppo economico appare ancora un miraggio per la Corea del Nord.

Secondo gli osservatori, il leader nordcoreano ha sfruttato la pandemia di Covid-19 per isolare ancora di più il Paese. Alla fine dello scorso anno, in Corea del Nord sono state imposte nuove leggi che impongono sanzioni fino a 15 anni in un campo di lavoro per la distribuzione di video o musica sudcoreani, secondo un documento riportato dal sito Daily Nk. Sette persone sono state giustiziate pubblicamente per aver guardato o distribuito questo genere di video.

Scarsità di cibo e il ritorno ai colloqui sul nucleare

Alle soglie del suo secondo decennio al potere, Kim guida un Paese in ginocchio, colpito anche da disastri naturali ed incapace, per i mezzi a disposizione, di reagire a sfide senza precedenti come la pandemia. Eletto a inizio 2021 segretario generale del Partito dei lavoratori – il titolo del padre – l’anno per il Grande Successore si chiude con i timori per la scarsità di cibo ed il ritorno ai colloqui sul nucleare, al momento l’unica strada percorribile per far uscire il Paese dalle tenebre, sembra solo una possibilità lontana.

 

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