«In Terra Santa i cristiani sono il bersaglio di attacchi». La denuncia dei capi delle Chiese

mercoledì 15 Dicembre 18:20 - di Mia Fenice
cristiani

«In tutta la Terra Santa, i cristiani sono diventati il bersaglio di attacchi frequenti e prolungati da parte di frange radicali». Lo denunciano senza mezzi termini patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme in una dichiarazione congiunta. «Dal 2012 – osservano – ci sono stati innumerevoli episodi di aggressioni fisiche e verbali contro sacerdoti e altri membri del clero, attacchi a chiese cristiane, con luoghi santi regolarmente vandalizzati e profanati e continue intimidazioni nei confronti dei cristiani locali che cercano semplicemente di esercitare la propria fede liberamente e di svolgere la loro vita quotidiana».

Gerusalemme, la denuncia dei capi religiosi

«Queste tattiche – denunciano – vengono utilizzate da gruppi radicali nel tentativo sistematico di cacciare la comunità cristiana da Gerusalemme e da altre parti della Terra Santa». I capi delle Chiese riconoscono «con gratitudine l’impegno assunto dal governo israeliano per rendere la Terra Santa una casa sicura e protetta per i cristiani locali e per preservare la comunità cristiana come parte integrante del mosaico della comunità locale come l’impegno del governo nell’agevolare la visita di milioni di pellegrini cristiani ai luoghi santi della Terra Santa».

L’intimidazione dei cristiani e la profanazione delle Chiese

Tuttavia, affermano i capi religiosi di Gerusalemme, «è motivo di grave preoccupazione quando questo impegno nazionale viene tradito da politici, funzionari e forze dell’ordine locali che non riescono nel frenare le attività dei gruppi radicali che regolarmente intimidiscono i cristiani locali, aggrediscono sacerdoti e clero e profanano i luoghi santi e le proprietà della Chiesa».

I cristiani bersaglio di frange radicali

I capi e i patriarchi delle Chiese di Gerusalemme chiedono un dialogo urgente con le istituzioni per «affrontare – da un lato – le sfide presentate dai gruppi radicali a Gerusalemme sia alla comunità cristiana che allo Stato di diritto, in modo da garantire che nessun cittadino o istituzione debba vivere sotto la minaccia della violenza o dell’intimidazione. E dall’altro, avviare il dialogo per creare una speciale zona culturale del patrimonio cristiano per salvaguardare l’integrità del quartiere cristiano nella Città vecchia di Gerusalemme e per garantire che il suo carattere unico e il suo patrimonio siano preservati per il benessere della comunità locale, la nostra vita e il mondo intero».

 

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