Il Natale non si tocca: nove famiglie su dieci accendono l’Albero e rispettano le tradizioni

mercoledì 8 Dicembre 10:54 - di Giorgia Castelli
Natale

Non è Natale se non c’è il presepe e l’albero. Gli italiani amano le tradizioni, alla faccia del laicismo che tenta di imporre le sue regole offendendo chi crede. Quell’atmosfera che si respira nel mese di dicembre, dalle luminarie agli zampognari, dai pacchi regalo alla magia della Capanna, è insostituibile.

L’albero di Natale è radicato tra gli italiani

L’albero di Natale resta fortemente radicato tra gli italiani che lo accendono in quasi nove famiglie su dieci (85%), anche se però ci si divide, tra vero o finto, tra piccolo e grande, tra addobbo tradizionale od innovativo. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixé in occasione dell’Immacolata durante il quale nelle case si addobba l’albero per le feste. L’albero naturale trova spazio quest’anno nelle case di quasi 3 milioni di famiglie anche se – sottolinea Coldiretti – la maggioranza del 63% degli italiani ricicla l’albero di plastica recuperato dalla cantina mentre una minoranza lo compra nuovo di plastica. Un albero artificiale di circa 1,90 metri – spiega la Coldiretti – ha un’impronta di carbonio equivalente a circa 40 chili di emissioni di gas serra, che è più di 10 volte quello di un albero vero che e vivo e respira e contribuisce invece ad abbattere gli inquinanti anche dell’aria domestica.

Coldiretti sull’albero di plastica

A determinare la maggior parte dell’impronta di carbonio dell’albero di plastica è – sottolinea la Coldiretti  – la sua fabbricazione, a partire dal petrolio alla quale si aggiungono le emissioni industriali derivanti dalla produzione dell’albero e la spedizione per lunghe distanze prima di arrivare al negozio, se si tiene conto che la maggioranza ha origine in Cina a circa novemila chilometri di distanza dall’Italia. Senza dimenticare che impiega oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente, contribuendo alla diffusione delle microplastiche nel suolo, nelle acque e nella catena alimentare.

L’albero naturale concilia la tradizione con l’ambiente

L’albero naturale italiano invece concilia il rispetto della tradizione con quello dell’ambiente poiché – informa la Coldiretti – è coltivato soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all’abbandono e contribuiscono a migliorare l’assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l’erosione e gli incendi. Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio – rileva la Coldiretti – derivano per circa il 90% da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di “sfolli”, diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. In Italia la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) ed in Veneto.

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