Ferrero, con le società poi fallite leasing per una Ferrari F430 spider (rivenduta a 45.000 euro) e yacht

lunedì 6 Dicembre 20:33 - di Roberto Frulli

Attraverso le società poi finite in bancarotta, Massimo Ferrero, arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Paola sul fallimento di alcune società in Calabria, avrebbe distratto, secondo l’accusa, oltre 200mila euro con un contratto di leasing per una Ferrari.

Ferrero e un altro indagato, si legge nel capo di imputazione, “cagionavano il fallimento della ‘Società Maestrale Srl in quanto dal 12.03.2009 al 14.03.2013, distraevano dal patrimonio sociale la somma complessiva di 201.434 euro con un meccanismo svelato dalle indagini.

In particolare, la società fallita stipulava contratto di leasing riferito ad una Ferrari modello F430 Spider, pagando l’intero piano d’ammortamento di 246.434 euro ma poi cedevano successivamente la stessa auto alla società ‘V Production Srlintroitando soltanto 45mila euro. Pertanto veniva distratta la somma complessiva di 2012.434 euro”.

Nel capo di imputazione, a Ferrero e un altro indagato, viene contestato anche il contratto di leasing per uno yacht “in presenza di un debito tributario, al 31.12 2017, pari ad euro 497.628, e a fronte di ricavi registrati nel corso del 2007 pari ad euro 285.658, contraendo l’impegno di pagare rate di leasing per un importo annuo pari a 600mila euro per i primi due anni e pari a 950mila euro per i successivi 8 anni, nonostante fosse evidente -in assenza di una vera attività commerciale e di una vera struttura organizzativa della società, nonché tenuto conto dei bilanci degli esercizi precedenti – l’impossibilità di sostenere i costi aziendali e coprire i costi di gestione”.

Ma i pm puntano il dito anche su Vanessa Ferrero, figlia dell’ex-presidente della Sampdoria, Massimo (si è dimesso oggi), finita anch’essa agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Paola che ha portato in carcere il padre.

“Con ripetuti prelevamenti dai conti bancari nella disponibilità della Elleemme Group srl, sia in contante che a mezzo assegni – si legge nell’ordinanza del gip in riferimento a Vanessa Ferrero, – distraeva l’importo di 740mila euro, il tutto allo scopo di procurare a sé o ad altri ingiusto profitto e recare pregiudizi ai creditori”.

I magistrati calabresi sottolineano poi la circostanza della denuncia del furto di una Audi all’interno della quale vi sono i documenti contabili delle società.

“In esecuzione di un medesimo disegno criminoso Massimo Ferrero quale amministratore di fatto della società Ellemme Group Srl dal 7 dicembre 2010 al 23 dicembre 2013″ in concorso con il liquidatore della societàsottraevano/distruggevano in tutto o in parte con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori, i libri o le altre scritture contabili, in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari”

”In particolare – spiegano i magistrati calabresi – il 13 febbraio 2014 veniva denunciato il furto di un’auto, un’Audi, all’interno della quale vi era custodita una borsa in pelle contenente, tra le altre, tutta la documentazione contabile“.

Nell’inchiesta, che riguarda il crac di 4 società in Calabria, a vario titolo vengono contestati agli indagati la bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali e una serie di reati societari.

Nel capo di imputazione si fa riferimento anche al fallimento di altre società, come la Blu Cinematografica Srl, la Blu line srl e la Maestrale Srl.

Anche in questi casi a Ferrero e agli altri indagati viene contestato di aver distrutto o sottratto in tutto o in parte i libri e altre scritture contabili della società fallita con la stessa modalità.

È giallo, intanto, sulla sorte di Ferrero. “Non so neanche dove sia il mio assistito. Doveva essere a San Vittore ma alle 15 in carcere non c’era. Ha problemi di salute, stiamo aspettando che lo portino qui a casa a Roma per la perquisizione, ma non so nulla, la GdF non mi dà informazioni”, dice all’AdnKronos l’avvocato Giuseppina Tenga, difensore del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero.

“Ho chiesto formalmente se era possibile portare qui a Roma il presidente Ferrero per la perquisizione – spiega il legale – ma ho qui in mano il provvedimento di rigetto della Procura di Paola con il quale mi è stato comunicato che, per quanto riferito dalla Guardia di Finanza in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, il presidente Ferrero avrebbe detto di avere problemi di salute e quindi si preferisce non trasferirlo”.

“Il presidente ha un’ipertensione – aggiunge il penalista -, quindi chiaramente l’avrà detto, se poi non è trasportabile per problemi di salute gravi, mi preoccupa, visto che non so dove sia. Nessuno sa niente, né io, né la moglie né i figli sappiamo dove sia”.

 

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