Facebook censura una foto del Corriere: informazioni false su distanziamento e mascherine

giovedì 30 Dicembre 15:46 - di Paolo Lami

La mannaia della censura ottusa di Facebook cala, indirettamente, sul Corriere della Sera una cui foto, utilizzata per illustrare un articolo del quotidiano in cui si parla del virologo Guido Silvestri, non piace agli occhiuti moralizzatori di Zuckerberg. Che, quindi, rimuovono l’intero articolo dal Social. Con questa motivazione: “Abbiamo rimosso un post con false informazioni sul Covid 19. Le informazioni false erano contenute in una foto”.

E, poi, Facebook spiega “perché lo abbiamo rimosso”: “Non permettiamo informazioni false sul distanziamento interpersonale o sulle mascherine che potrebbero spingere le persone a non seguire queste pratiche”.

Ma qual’è la foto incriminata a supporto dell’articolo del Corriere della Sera?

Foto del Corriere della Sera rimossa da Facebook

Bisogna fare un piccolo passo indietro per spiegare bene l’accaduto e a cosa si riferiscono i censori di Facebook.

Sette giorni fa Guido Silvestri, virologo senigalliese di fama mondiale e docente alla Emery University di Atlanta, pubblica su Facebook un post, ripreso, fra l’altro dall’Adnkronos e dal Secolo, nel quale l’esperto spiega quali sono, sostanzialmente, le buone notizie sulla variante Omicron e si scaglia contro l’isteria collettiva sul virus, alimentata, peraltro, da molti suoi colleghi e da alcuni media mainstream. Un problema sotto gli occhi di tutti, in effetti.

Pragmatico e diretto, come lo è sempre stato, Silvestri pur riconoscendo l’assoluta necessità della vaccinazione, e, anzi, spingendo alla vaccinazione, è spesso andato in controtendenza rispetto al gregge di esperti che in questi mesi starnazzano in tivvù e sui Social facendo le prime donne, talvolta deridendo, insultando e litigando aspramente come in un reality con chiunque gli capita a tiro.

Ad ogni buon conto Silvestri fa dichiarazioni per molti versi dirompenti. Forse troppo per qualche media mainstream. E infatti viene perlopiù ignorato.

Sui Social, però, l’intervento diventa virale. E, così, 2 giorni dopo, alcuni media mainstream sono costretti a correre frettolosamente ai ripari per evitare la figuraccia di un buco giornalistico così clamoroso.

Il 24 dicembre il Corriere, sotto la testatina rossa “Esclusiva pubblica, a firma dello stesso Silvestri, un articolo dal titolo “Il post su Facebook. Il prof Silvestri: “letalità di Omicron molto più bassa rispetto alla Delta” che è la tardiva scopiazzatura di quanto uscito sugli altri media due giorni prima.

Il 28 dicembre il Corriere affida al corrispondente da New York, Massimo Gaggi, l’incarico di risentire, di nuovo, Silvestri che vive negli Stati Uniti. E, a corredo del pezzo dal titolo “L’immunologo Silvestri: «Il Covid sembra raffreddorizzarsi ma non per chi è senza vaccino»”, il Corriere pubblica una foto che farà andare su tutte le furie i censori di Facebook.

Ritrae un uomo e una donna che camminano, affiancati e non troppo distanti, indossando la mascherina, forse all’interno di un aeroporto.

A quel punto l’articolo viene ripreso sui Social. E un prete lo condivide sulla pagina del professor Silvestri. Ed è lì che Facebook cala la mannaia: “Non permettiamo informazioni false sul distanziamento interpersonale o sulle mascherine che potrebbero spingere le persone a non seguire queste pratiche”.

Facebook diventa il Ministero della Verità. – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Editoria, Federico Mollicone. – Ancora una volta rimuove contenuti, anche giornalistici, senza adire le dovute sedi ordinistiche e giudiziarie. Non è immaginabile la rimozione di un contenuto sui social per “distanziamento sociale violatosu una foto. Siamo ai limiti del Ministero della Verità”.

 

Commenti

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  • giulio 31 Dicembre 2021

    E proprio in questo momento LA7 – gruppo Corriere – sta trasmettendo una trasmissione di 20 anni fa, che celebrava i girotondi di Nanni Moretti per difendere la libertà di stampa contro il “cattivone” Berlusconi. Sprovveduti, o in malafede, o entrambe le cose?