È morto Monsignor Giordano, nunzio apostolico alla Ue. Si era contagiato a settembre in viaggio col Papa

venerdì 3 Dicembre 10:38 - di Filomena Auer
Monsignor Giordano

Non ce l’ha fatta Monsignor Giordano: l’alto prelato si è spento ieri sera stroncato dal coronavirus. Da oltre un mese era intubato in terapia intensiva nella clinica universitaria di Lowen (Lovanio) in Belgio dopo aver contratto il Covid probabilmente a settembre durante un viaggio in Slovacchia con Papa Francesco. La situazione si era aggravata ieri mattina. Solo nel maggio scorso il Pontefice lo aveva scelto come Nunzio apostolico presso l’Unione Europea a Bruxelles, dopo essere stato per sette anni e mezzo Nunzio nel Venezuela tormentato da rivolte politiche, rivoluzioni di piazza e crisi economica.

È morto Monsignor Giordano: si è spento ieri sera stroncato dal Covid

Il coronavirus ha fatto un’altra vittima tra i sacerdoti: ricoverato da oltre un mese in terapia intensiva, dove era intubato, è morto nella serata di ieri Aldo Giordano, cuneese 67enne, una figura di rilievo del mondo cattolico. Nelle ultime ore la situazione si era aggravata. Tanto che il vescovo di Cuneo e Fossano, Piero Delbosco, aveva invitato i preti della diocesi a «sostenerlo e ricordarlo nella preghiera». L’alto prelato lascia il fratello Angelo – a lungo dirigente Coldiretti –. E la sorella Bruna, ex sindaco di Tarantasca. La data dei funerali, che con ogni probabilità saranno celebrati nel Duomo di Cuneo, è ancora in via di definizione.

Uno straordinario talento per lo studio e l’analisi etica e filosofica

Originario della frazione di San Benigno, dove era nato il 20 agosto 1954, Aldo Giordano fu ordinato sacerdote nel 1979. Un religioso d’eccellenza, che ha rivelato sin da subito uno straordinario talento per lo studio. Un impegno valorizzato dal  Baccellierato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e con la Licenza in Filosofia alla Pontificia Università Gregoriana. «Per la ricerca di dottorato – ricorda a riguardo un servizio de La Stampa– si era dedicato al pensiero di Nietzsche». Durante il periodo degli studi romani, invece, collaborò come vice-parroco nella parrocchia del SS. Sacramento sulla Prenestina.

Studi, ricerche e pubblicazioni volti all’approfondimento sul tema “Cristianesimo ed Europa”

Lo studio per Monsignor Giordano ha sempre rappresentato l’anima del suo impegno religioso. E allora, dal 1982 al 1996 fu professore di filosofia allo Studio teologico interdiocesano e alla Scuola superiore di Scienze religiose di Fossano. Non solo: insegnò per alcuni anni Storia della Filosofia nel liceo classico del Seminario, tenendo anche corsi di Etica alla scuola di teologia per laici. Viceparroco nella parrocchia di San Pio X a Cuneo, seguì la pastorale diocesana per gli ambiti della politica, economia, medicina e cultura. L’attenzione e l’approfondimento di studi, ricerche e pubblicazioni del prelato cuneese si sono rivolte sempre, in particolare, alla filosofia contemporanea. All’etica. E al tema Cristianesimo ed Europa.

Le tappe principali della sua vita religiosa

Il 15 maggio 1995 fu eletto segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa e si è trasferì nella sede del segretariato a St. Gallen, in Svizzera. Dove rimase per 13 anni a servizio della comunione e collaborazione con i vescovi europei. In seguito, fu nominato cappellano di Sua Santità nel 2002 e prelato di Sua Santità nel 2006. Due anni dopo, divenne osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d’Europa di Strasburgo e nel 2013 nunzio in Venezuela: anno in cui fu consacrato vescovo. Nel settembre 2013 pubblicò il libro Un’altra Europa e possibile, Ideali cristiani e prospettive per il vecchio Continente, in cui ha condensato e analizzato esperienze e riflessioni maturate in decenni di servizio alla Chiesa in Europa.

Un uomo e religioso «mite e sorridente, di straordinaria cultura»

Un periodo e un focus centrale del suo operato religioso, seguito come noto dal lungo servizio tributato al popolo venezuelano che, diceva, gli aveva «rubato il cuore». Ma tutti i fedeli e gli amici che hanno avuto il privilegio di conoscerlo ricordano Monsignor Giordano come un uomo «mite e sorridente. Di straordinaria cultura. Che – ricorda sempre il quotidiano torinese – parlava in modo fluente francese. Spagnolo. Inglese. E che si esprimeva bene e sapeva leggere anche il tedesco. Sensibile, intelligente, posato, mai arrabbiato o supponente». Un uomo legatissimo a Cuneo e alla frazione dove aveva passato l’infanzia: San Benigno.

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