Draghi umilia Bianchi e Speranza sulla Dad. Così ha stracciato la loro circolare: breve storia ridicola

mercoledì 1 Dicembre 15:17 - di Gabriele Alberti
Dad Draghi

Dire che Draghi si sia irritato con Speranza e Bianchi è dire poco. Non è arrivata neppure sulle scrivanie dei presidi la circolare da loro emanata che reintroduceva la Dad per tutta la classe al primo studente contagiato. Il premier Draghi l’ha stracciata in 24 ore, profondamente infastidito con i due suoi ministri dell’Istruzione e della Salute; che con l’avallo del direttore generale della prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza l’avevano firmata insieme al direttore del Miur Jacopo Greco. Pubblicata lunedì notte in fretta e furia, Draghi l’ha sostituita  con un’altra circolare che dichiara «superate» le misure adottate poche ore prima.

Dad, Draghi infuriato con Bianchi e Speranza

Figuraccia di Bianchi e Speranza, sbugiardati dal premier senza tanti complimenti. “Non è stato semplice per il ministro della Salute Roberto Speranza e per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi affrontare il presidente del consiglio Mario Draghi: che aveva appreso solo martedì mattina che le norme erano state cambiate nottetempo”; senza che lui lo sapesse; “rischiando di far finire in Dad migliaia di classi”: lo scrive Fregonara sul Corriere della Sera oggi in edicola, esplicitando l’irritazione di Draghi con il pasticcio dei due suoi ministri. Sulla dad “il Governo è in confusione totale”, ha commentato Giorgia Meloni il pasticciaccio del governo. Che ha sortito solo l’effetto di spazientire i genitori e i presidi: dad con un contagiato in classe, si forse, ma anche no. Può bastare.

Dad, Draghi fa “ingoiare” a Bianchi e a Speranza la loro circolare

Il premier ha chiesto il dietrofront dei due direttori dei ministeri che avevano firmato la circolare. E con un parere affidato al coordinatore del Cts Franco Locatelli li ha costretti a rimediare accettando di sottoscrivere la nuova circolare con cui Bianchi e Speranza si sono di fatto autosmentiti. «La scuola in presenza resta una priorità», ha ripetuto a tutti, Draghi, confermando il suo mantra da quando si è insediato a Palazzo Chigi. L’allarme per l’aumento dei casi  scattato lunedì aveva indotto frettolosamente i capi dipartimento del ministero della Salute e dell’Istruzione a firmare  una circolare: che intendeva sospendere le misure light per le quarantene, previste al secondo o terzo contagio in classe: basta un contagi e a casa, cioè tutti i compagni e i prof in Dad.

Draghi sceglie un’altra strada sulla scuola e arruola Figliuolo

Il premier non li ha preso neanche in considerazione. Boccia i suoi ministri, cancella la circolare e adotta un altro metodo: “per superare le criticità nel tracciamento mette a disposizione della Asl la struttura commissariale del generale Figliuolo. Che aiuterà dove è necessario nel gestire i tamponi con tempestività. Ma indietro sulla Dad non si torna”, ricostruisce il Corriere. E’ chiaro che la nuova circolare  che annunciava che le misure prese la sera prima e neppure ancora inviate alle scuole, fossero superate ha sconcertato presidei e insegnanti. Dunque, allo stato delle cose non è cambiato nulla per le quarantene se non che si cerca di mantenere e rafforzare il monitoraggio nelle scuole.

Dad, torna tutto come prima

Nelle scuole elementari e nelle prime e seconde medie dove gli studenti non sono vaccinati, si attiva la Dad a partire dal secondo contagio. In caso di un solo positivo, la classe farà il tampone e se tutti risultano negativi si torna a scuola. Il tampone va ripetuto a distanza di 5 giorni. Se si deve attivare la quarantena, questa dura 10 giorni, perché i bambini non sono vaccinati. Per i docenti, vaccinati, potrebbe essere di 7 giorni, lo decide la Asl. Per gli studenti più grandi, dai 12 anni in su, che sono in gran parte vaccinati,  la quarantena e la Dad per tutta la classe scattano al terzo positivo

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