Draghi dà la carica agli ambasciatori: «La lotta al virus è vitale per il rilancio dell’Italia nel mondo»

martedì 21 Dicembre 18:59 - di Redazione
Draghi

Non è proprio l’appuntamento con la stampa di fine anno, ma è pur sempre un occasione per un bilancio dell’attività di governo. Almeno così l’ha intesa Mario Draghi ospite oggi della XIV conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici. Vi avrebbe partecipato anche Luca Attanasio se l’agguato subito nel Congo nel febbraio scorso non l’avesse ucciso. Il premier lo ha ricordato tra la generale commozione dei colleghi. Politica estera, dunque, con l’occhio rivolto alle nubi che s’addensano minacciose sull’Europa orientale. Ma anche tante questioni interne. Inevitabile, del resto, con una manovra di bilancio da approvare, una pandemia in ripresa da fronteggiare e un Pnrr da implementare. Tutto questo, con l’altro occhio puntato sulle grandi manovre per succedere a Mattarella al Quirinale.

Draghi ricorda Luca Attanasio

Tra chi vorrebbe inchiodarlo a Palazzo Chigi e chi invece preferirebbe vederlo traslocare sul Colle più alto, Draghi sembra più fermo della terra di Tolomeo. Il suo governo aveva (ha) due obiettivi: fronteggiare la pandemia, agganciare la ripresa. Non stupisce, perciò, che a preoccuparlo ora sia la possibilità che la variante Omicron finisca fuori controllo. Diversamente, non avrebbe ricordato agli ambasciatori che «il contrasto alla pandemia non è una questione soltanto interna, ma un tema centrale per la politica estera». Un po’ come dire che non tutto dipende dal governo. È il mondo intero che si deve vaccinare. Era l’impegno assunto durante la «presidenza del G20» ribadito a maggio scorso dal Global Health Summit di Roma. Ricordate? I Paesi più ricchi e le case farmaceutiche avrebbero donato un numero considerevole di dosi.

«In Italia somministrate 106 milioni di dosi»

«Dobbiamo mantenere queste promesse e assicurarci che i vaccini arrivino a chi ne ha bisogno», esorta Draghi. «L’Italia – ha aggiunto – sostiene l’ambizione di vaccinare il 70 per cento della popolazione di tutti i Paesi entro metà 2022. Quest’obiettivo ora deve essere raggiunto». Va decisamente meglio qui da noi, dove  ammontano a 106mila le dosi di vaccino somministrate finora. «Uno sforzo senza precedenti nella storia recente», sottolinea Draghi ricordando lo sforzo di medici e infermieri. Il premier è soddisfatto della risposta dell’Italia alla pandemia: «Ha dimostrato, ancora una volta, di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità». Il Pil è in risalita e Draghi questa volta  ringrazia lavoratori e imprenditori. La conclusione è tutta incentrata sul Pnrr: «Non è il Piano di rilancio di questo governo – sottolinea Draghi –, ma di tutto il Paese».

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