Dalla Boldrini a Magi, a sinistra preparano il trappolone per “vietare” la legittima difesa

8 Dic 2021 14:18 - di Fortunata Cerri
legittima difesa

La legittima difesa non piace. La sinistra ha presentato due proposte di legge sulle armi e alcuni giorni fa la commissione Affari costituzionali della Camera ha deciso di trattarle congiuntamente. Una è stata presentata a luglio dal dem Walter Verini  ed è stata firmata da ventinove parlamentari tra cui Laura Boldrini e Federico Fornaro. L’altra è stata presentata da Riccardo Magi, deputato di +Europa. Ma le due proposte creano preoccupazione.

Legittima difesa e le proposte di legge sulle armi

Il rischio? Per La Verità, si tratta di una legge per abolire la legittima difesa: i due disegni di legge di fatto rendono impossibile di tenere in casa le munizioni (anche per armi sportive o da caccia). «Oltre a minacciare – scrive il quotidiano – con ingiustificati inasprimenti delle regole, il commercio, il tiro sportivo e la caccia, le novità allo studio priverebbero i legittimi possessori di armi della possibilità di servirsene per salvare sé stessi e le loro famiglie. Anzi, i danni all’oplofilia e all’attività venatoria sarebbero solo gli effetti collaterali di norme pensate in primis per evitare che un onesto cittadino spari al rapinatore che lo assale».

Il ddl Magi e quello Verini

All’articolo 4 della proposta di legge del radicale si legge che i titolari di porto d’armi per uso sportivo, potranno detenere munizioni «solo presso i poligoni». Quindi non bisognerebbe mai più tenerli in casa. Il quotidiano, ricorda che pure Verini e gli altri firmatari vorrebbero imporre l’obbligo di comunicare l’«intenzione» di acquistare un’arma non soltanto ai propri conviventi, ma anche a chiunque «sia o sia stato legato da convivenza o da stabile relazione affettiva». E Magi va anche oltre: condizionerebbe la facoltà di acquistare armi a una dichiarazione dei conviventi maggiorenni dell’interessato, i quali potranno indicare «motivi ostativi». «Un’idea talmente grottesca – scrive il quotidiano – da non essere stata contemplata da nessuna delle norme approvate fino ad oggi, benché il nostro Paese preveda già una legislazione restrittiva».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA