Covid, tasso di positività al 2,6. Omicron si diffonde in Europa: più contagiosa ma con sintomi lievi

sabato 4 Dicembre 19:25 - di Redazione
omicron

E’ di 16.632 nuovi casi (ieri 17.030) e 75 morti (ieri 74) il bilancio delle ultime 24 ore di pandemia di Covid in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Da ieri sono stati effettuati 636.592 tamponi, per un tasso di positività del 2,66%. Attualmente sono ricoverati con sintomi 5.428 pazienti (+43 da ieri), mentre 732 sono in terapia intensiva (+24 da ieri), con 59 ingressi nelle ultime 24 ore. Nelle ultime 24 ore sono guarite 8.988 persone, dato che porta a 4.736.202 il totale dall’inizio della pandemia. Sono 134.152 i morti da inizio pandemia e 223.718 gli attuali positivi (+7.564).

Altri 58 casi di variante Omicron in Europa

Altri 58 casi positivi alla variante Omicron di Sars-CoV-2 sono stati rilevati, rispetto a ieri, nei Paesi Ue e dello Spazio economico europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), per un totale di 167 casi finora, in 17 Stati. Lo comunica l’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. In Italia i casi rilevati risultano ancora 9; il Portogallo, che conserva forti legami con Angola e Mozambico, ex colonie, è quello che ne registra di più, 34. Il Lussemburgo riporta il suo primo caso, mentre altri casi “probabili” di Omicron sono sotto esame in diversi Paesi.

Fra tutti i casi per cui esistono indicazioni non si registrano sintomi gravi

La maggioranza dei positivi alla variante scoperta in Sudafrica ha viaggiato nel continente, fatta eccezione per i contagi sequenziati in Belgio, Germania, Spagna. Tutti i casi per cui sono disponibili indicazioni sull’intensità dei sintomi sono asintomatici o lievi, conferma l’Ecdc. Finora non è stato registrato alcun morto tra i positivi alla variante Omicron, anche se, avverte l’agenzia con sede a Stoccolma, il numero dei casi è troppo basso per capire se lo spettro dei sintomi provocati dalla variante differisca o meno da quello delle precedenti versioni del Sars-CoV-2.

Pregliasco: Omicron sembra più contagiosa ma con casi più lievi

“Ad ora, da quello che emerge – dice il direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco – la variante Omicron sembrerebbe più contagiosa, ma con casi più lievi. Non sappiamo ancora in via definitiva se possa schivare il vaccino, ma qualora dovesse farlo non sarebbe comunque in forma completa, ecco perché è necessario fare la terza dose”.  I dati, ha sottolineato, “necessitano ancora di un po’ di tempo per arrivare a una conclusione, diciamo che ci vorrà ancora una settimana per aver un quadro più completo”.

Pregliasco ha poi spiegato: “Siamo ancora nella fase di risalita della curva. Sarà necessario vaccinarsi, fare il richiamo e mantenere sempre alta l‘attenzione. Spero davvero che questo possa essere uno degli ultimi colpi di coda del virus ed è proprio in questo senso che va compresa l’opportunità di una dose di rinforzo per garantire ulteriormente una protezione più efficace”.

Palù: Omicron preoccupante perché ha ben 38 mutazioni

“Omicron – ha spiegato Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ospite di “Live In Courmayeur” organizzato da Sky Tg24 – è una variante che è diventata preoccupante, perché ha ben 38 mutazioni e soprattutto ha tutte quelle mutazioni nella proteina S che, nelle varianti precedenti a questa, sono correlate a immunoevasività e maggior contagiosità. Ha anche altre 23 mutazioni in altri punti del genoma, alcune importanti perché legate a geni che regolano la replicazione del virus”. “Quello che però dobbiamo guardare con attenzione – sottolinea Palù – è che ci vuole un po’ di tempo per fare gli esperimenti giusti. Per esempio, per verificare se è più immunoevasiva, bisogna ricostruire un virus chimerico che abbia sulla sua superficie la molecola S, per questo ci vorranno un paio di settimane”.

 

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