Costituente, la Fondazione Einaudi rilancia il progetto. Il presidente: «Si fa in due mesi»

giovedì 23 Dicembre 11:40 - di Sveva Ferri
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La Fondazione Einaudi rilancia il progetto di una Costituente, perché se si continua «a “sbocconcellare” la Costituzione, non otterremo mai niente». «La Costituzione è invece una cosa seria che merita un progetto ad hoc anche per essere, in caso, modificata», avverte il presidente della Fondazione, l’avvocato Giuseppe Benedetto, che dopo Atreju ha rilanciato con forza un progetto già avanzato nei mesi scorsi. A richiamare all’attenzione della politica il progetto della Fondazione Einaudi per la Costituente è stato Ignazio La Russa, ribadendo poi l’adesione di FdI allo stesso Benedetto.

Il progetto per la Costituente ripartito da Atreju

«Ad Atreju ad un certo punto il senatore Ignazio La Russa si è chiesto che fine avesse fatto il progetto predisposto dalla Fondazione Einaudi in materia di Assemblea costituente. Mi riferisco al dibattito in cui erano presenti anche l’ex presidente del Senato Marcello Pera ed il giudice emerito della Corte costituzionale Sabino Cassese. Quindi ho telefonato a La Russa e gli ho ricordato che abbiamo fornito uno strumento al Parlamento. Poi tocca ai parlamentari. Ma guardi che avevano aderito anche altri esponenti: tutti i partiti tranne uno, ma non credo di doverle dire quale», ha spiegato Benedetto, in un’intervista al Giornale, che a sua volta rilancia un pezzo dal quale è facile evincere quale fosse questo partito.

La Costituente secondo la Fondazione Einaudi

Per il presidente della Fondazione Einaudi, la Costituente dovrebbe essere eletta con un «sistema proporzionale puro», avere «cento componenti» con un mandato popolare diretto e «durare un anno». Inoltre, nel progetto della Fondazione è prevista l’incompatibilità tra l’elezione in Parlamento e quella in Assemblea. «Per cui, così – ha commentato il presidente – possiamo pronosticare la presenza in Costituente di personaggi di un certo spessore. Abbiamo immaginato più di qualche garanzia».

La Carta «è una cosa seria, non si può “sbocconcellare”»

Per Benedetto «le forze politiche potrebbero attuare questo progetto in due mesi», perché «in prima battuta si dovrebbe discutere del contenitore e non del contenuto». Per questo aspetto la Fondazione rimanda alla stessa Costituente, perché «se ci mettiamo a discutere oggi, chessò, di presidenzialismo o di separazione delle carriere, con ogni probabilità ci divideremo, perché ognuno ha la sua idea». «E se si continua così, ossia a “sbocconcellare” la Costituzione – ha avvertito Benedetto – non otterremo mai niente. La Costituzione è invece una cosa seria che merita un progetto ad hoc anche per essere, in caso, modificata».

Il taglio dei parlamentari? «Uno scempio. La pagheremo cara»

Benedetto quindi ha bocciato senz’appello il taglio dei parlamentari voluto dai grillini. «Per carità», è stato il commento del presidente della Fondazione Einaudi, per il quale «è stato uno scempio» e «la pagheremo molto cara». «Verranno cancellate, in termini di rappresentanza, province intere, territori. E poi – ha avvertito – c’è quello che i giuristi chiamano combinato disposto: ora si parlerà solo di un argomento per un mese. Quando il passaggio del Colle sarà effettuato, inizierà una manfrina sulla riforma della legge elettorale. Ma è molto probabile che allo stato attuale delle cose non ci sia possibilità di fare alcuna modifica. Dunque, è possibile si vada a votare con questa legge elettorale. Vedrà, con il Parlamento tagliato e le elezioni con la legge attuale, a quanti danni andremo incontro». «Il nostro scopo – ha quindi chiarito – è proprio quello di farla finita con questo populismo. E cerchiamo di farlo in maniera seria».

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