Terza dose per salvare il Natale? E’ sempre lo stesso mantra, ci trattano da bambini riottosi

13 Nov 2021 16:38 - di Hoara Borselli
Natale

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul Natale. Articolo numero uno della nuova Costituzione sanitaria redatta dalla stampa nazionale. Voi direte che sono impietosa nella mia analisi, ma senza presunzione alcuna di riuscire a farvi cambiare idea, ritengo doveroso seguire almeno il ragionamento che mi ha portato addirittura a scomodare la Costituzione con la dovuta ironia. Mi sono voluta soffermare ad analizzare i titoli di giornali e i messaggi comunicativi veicolati non solo a mezzo stampa, ma anche attraverso il tubo catodico, dove c’è una parola, una data, un obiettivo, una ricorrenza che rappresenta il faro di ogni scelta rispetto alla nostra salute e alle nostre libertà. C’è una parola ridondante, usata ed abusata che è “Natale”.

Ancora riecheggia nelle nostre orecchie il mantra che l’ex Premier Conte ha utilizzato per far digerire agli italiani le chiusure dello scorso anno: 25 Ottobre 2020 «Chiudere adesso per non chiudere tutto a Natale». 26 Ottobre 2020 «Ora i sacrifici, Natale più sereno». 19 Dicembre 2020 “chiudere tutto per salvare il Natale”. La comunicazione contiana ha puntato su questa festa, così sentita a livello nazionale, da ritenerla un valido escamotage per far accettare di buon grado gli ennesimi DPCM in arrivo.

Per un panettone in compagnia si può stare chiusi ancora per un po’, nonostante a pagare un prezzo altissimo siano stati gli esercizi commerciali che si sono trovati a dover serrare la saracinesca il giorno della vigilia, che per antonomasia è la giornata più redditizia, per vedere un piccolo spiraglio di luce il 27 e 28 e chiudere nuovamente tutto fino al 4 Gennaio. In termini economici un Natale disastroso.
Finalmente pochi giorni dopo sono arrivati i vaccini e alla chiamata c’è stata una risposta in massa. Grande segnale di responsabilità che non viene però ripagato con la stessa moneta da parte di chi oggi, a distanza di un anno, utilizza la stessa identica comunicazione per chiedere sacrifici rispetto a probabili chiusure o voler convincere gli scettici a vaccinarsi in cambio di una serena festività in famiglia.

Leggiamo insieme i titoli, ne cito alcuni perché sarebbero decine e decine: “ quarta ondata, il piano vaccini per salvare il Natale” “Greenpass fino all’estate per salvare il Natale” “Fatevi terza dose per salvare il Natale” “Basta un tampone per salvare il Natale in famiglia?”
E ce ne sono tanti tanti altri, tutti finalizzati ad un un unico obbiettivo : “la salvezza del Natale”. Dimenticavo un titolone su Open uscito oggi fresco di giornata “Greenpass obbligatorio per i bambini e zone rosse, il piano del governo per salvare il Natale”. Temo che sarà così fino al 24 Dicembre ma spero con un diverso epilogo rispetto allo scorso anno quando titolavano a posteriori “ i sacrifici non sono bastati per salvare il Natale”.

Vorrei concludere riprendendo un bellissimo articolo di oggi di Mario Giordano che si pone una domanda semplice, ovvero “ Se il pass funziona perché c’è emergenza?”. Credo che a questo interrogativo sia doveroso che gli esperti diano una risposta, sia rispetto a chi si è  diligentemente vaccinato, a chi è in procinto di farlo, e chi non è convinto e cerca rassicurazioni. Non credo basti promettere un Natale sereno per convincere i dubbiosi, ma semplicemente finendola di trattare i cittadini da bambini ricattabili offrendo loro una ricompensa.

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