Taglio Irpef, botta e risposta tra Meloni e Salvini. Lei: «Colpisce il ceto medio». Lui: «Non è vero»

venerdì 26 Novembre 17:58 - di Redazione
Irpef

La riforma Irpef (una riformetta, in realtà) regala un botta e risposta tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Entrambi i leader hanno partecipato (la Meloni in videocollegamento) agli stati generali dei Consulenti del Lavoro. Che li hanno convocati, bisogna riconoscerlo, un tempismo davvero eccezionale. Il Senato, infatti, si accinge ad affrontare la manovra di bilancio mentre è solo di ieri l’accordo di maggioranza sulla cancellazione dell‘aliquota 41 per cento dell’Irpef. Più che scontato, quindi, che questa misura – duramente criticata da Confindustria e sindacati – tenesse banco tra i consulenti del lavoro.

La manovra cancella l’aliquota Irpef del 41%

E così è stato. «Fratelli d’Italia – aveva detto la Meloni nel corso del suo intervento da remoto – è sempre d’accordo quando si tratta di abbassare le tasse, soprattutto in questo momento. Ma in questo caso per alcuni si abbassano per altri no e non parliamo dei ceti alti. Per chi ha reddito 50mila lorde e quindi 2.500 al mese, la situazione peggiora. Si colpisce ancora il ceto medio. Se avessi dovuto decidere come spendere questa cifra in un momento come questo avrei concentrato queste risorse sul lavoro». A stretto giro di posta la replica di Salvini: «La riforma dell’Irpef non porterà nessuno a pagare più, tranquillizzo l’amica Giorgia».

La leader di FdI: «Meglio tagliare il cuneo fiscale»

Tra i due, va ricordato, non c’è mai stato contrasto sull’obiettivo della riduzione delle tasse. La Meloni chiedeva di privilegiare il taglio dei balzelli che gravano sul mondo del lavoro e sulla basta paga dei dipendenti. Anche nel corso del recente incontro con la Confesercenti la leader di FdI aveva proposto di destinare il “tesorettodegli 8 miliardi al taglio del cuneo fiscale. Una proposta riecheggiata anche nell’intervento odierno. «Serviva – ha infatti detto – invece un intervento importante sul costo del lavoro, lato azienda e lato lavoratore, perché ci sono tanti lavoratori rimasti senza lavoro e tante aziende in difficoltà. Credo – ha concluso la Meloni – che vada immaginato un incentivo alle assunzioni per chi ha perso il lavoro per la crisi pandemica, su questo lavoreremo come Fratelli d’Italia».

 

 

 

 

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