Squid Game è una serie fascista? Sì, fa pensare a Pound. Alla faccia dei partigiani della Casa di carta

mercoledì 24 Novembre 12:47 - di Adele Sirocchi
Squid Game

Squid Game è fascista, la Casa di carta è di sinistra. Il bipolarismo delle serie Netflix è servito. Ad azzardare il salto ideologico è stato l’attore Enrique Arce, Arturo Román nella serie spagnola La casa di carta, che torna il 3 dicembre con gli ultimi cinque episodi. “Noi siamo eroi antisistema – afferma Arce – mentre Squid Game è fascista”. Alla fine, comunque, è sempre Netflix a vincere. O meglio la sua capacità di adattarsi ai gusti mutevoli del pubblico.

Quando andò in onda la prima stagione nel 2017, La Casa di carta non era altro che un prodotto locale, destinato al pubblico della tv generalista spagnola. Solo in un secondo momento, con il passaggio nelle mani di Netflix, la serie ha compiuto il salto, diventando il primo fenomeno globale in lingua non inglese lanciato dalla piattaforma. La serie, per inciso, ha anche rilanciato l’inno Bella ciao, rendendolo planetario e trasformandolo nella canzone dei “resistenti”. La collocazione a sinistra, sotto questo aspetto, può anche starci.

Sfugge il motivo per il quale, invece, Squid Game sarebbe “fascista”. Per la violenza? Ma la violenza fa bella mostra di sé anche ne La casa di carta. O si voleva solo infangare un po’ la concorrenza? La serie coreana ha infatti realizzato il doppio degli spettatori della Casa di Carta: 140 milioni contro 68mila.  Certo è che Squid Game, brutale metafora dello sfruttamento del più forte sul più debole, risponde più alle esigenze di questi tempi cupi, afflitti dalla pandemia e dall’incertezza economica. Temi molto più attuali della riabilitazione del concetto di “partigiano”.

Oggi non c’è bisogno di eroi anti-sistema, ma di eroi anonimi, sofferenti, che perseguono la sopravvivenza a tutti i costi, proprio come i personaggi della serie coreana. Sullo sfondo, lo squilibrio tra i troppo ricchi e i troppo poveri. Se di fascismo proprio si vuol parlare, possiamo solo richiamarci a Ezra Pound e ai suoi versi contro l’usurocrazia. La stessa piovra che cerca di schiacciare (riuscendo nell’intento) l’umanità senza etica di Squid Game.

 

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