Pubblicato un inedito di Attilio Mordini, lo studioso che combatteva l’ateismo dell’Occidente

domenica 28 Novembre 20:05 - di Riccardo Arbusti
Attilio Mordini

Le edizioni Cantagalli di Siena hanno mandato in libreria un testo inedito di Attilio Mordini, INRI. Il mistero del Regno. Il libro si avvale di una introduzione firmata da Alberto Castaldini e dalla professoressa Maria Camici, discepola dello scrittore e studioso fiorentino. Si tratta di un testo, rimasto inedito fino alla scomparsa dell’autore, che si riteneva perduto.  Mordini, infatti, ne concluse la scrittura un mese prima della morte, avvenuta a Firenze il 4 ottobre 1966.

Teologia della storia alla luce dei passi della Genesi

Il libro fa scorrere oltre 389 pagine di teologia della storia alla luce dei passi della Genesi, del profetismo veterotestamentario e dei Vangeli. Una ricostruzione la cui stesura si sviluppò lungo oltre un decennio, dal dicembre 1953 fino al settembre 1966. Al centro il Mistero dell’Incarnazione e della Redenzione in una prospettiva che consente anche di interpretare l’epoca che il filosofo Augusto Del Noce avrebbe chiamato – negli stessi anni – come il trionfo dell’ateismo e dell’irreligione occidentale. Un’ottima occasione per riscoprire l’opera complessiva di Mordini.

Chi è Attilio Mordini, cenni biografici

Nato nel 1923 e scomparso prematuramente a soli 43 anni, Mordini benché invalido era stato sul fronte russo come volontario nella seconda guerra mondiale e, dopo l’8 settembre, era passato nella Guardia nazionale repubblicana. Riprese gli studi universitari per laurearsi a pieni voti con una tesi in letteratura tedesca, sotto la guida del germanista Vittorio Santoli, seguendo, nello stesso periodo, i corsi della Pontificia Università Gregoriana. Formatosi culturalmente nell’esperienza de L’Ultima – la rivista che ereditava la lezione del cattolicesimo toscano degli amici di Papini – e affermatosi come fine germanista e originale studioso del mito e del linguaggio, l’intellettuale fiorentino era anche terziario francescano.

L’opera principale: Il Tempio del Cristianesimo

La sua opera principale, Il Tempio del Cristianesimo, fornisce una morfologia della storia improntata alla centralità della Trascendenza. “Ad Attilio – ha riconosciuto lo storico Franco Cardini – debbo l’avermi ispirato un amore severo e profondo per l’Europa liberandomi dalla tentazione risorgimentalistica; e debbo l’avermi aiutato a leggere quegli autori come Evola e Guénon che costituivano la tentazione esoterica dei giovani della mia parte politica… Mordini ci fornì le chiavi per una critica serrata, non isterica né preconcetta, della modernità, ben diversa per qualità dal pesante e farraginoso spenglerismo esoterico”.

Tra i suoi allievi lo storico Franco Cardini

Una visione, quella mordiniana, in cui non c’era posto per esclusivismi o derive integraliste. L’avvento del cristianesimo rappresentava, per Mordini, e questo INRI. Il mistero del Regno lo dimostra al meglio, non una “rottura” con il mondo della Tradizione precedente, ebraica e greco-romana, ma anzi il suo perfezionamento e compimento attraverso l’Incarnazione di Cristo. Tanto che per Mordini, l’ebraismo e l’Islam erano – e sono – religioni sorelle del cristianesimo, sorte nella linea della stessa tradizione abramitica. Anche per questo, Cardini sostiene che la prospettiva mordiniana “additò gli orizzonti di un universalismo fortemente ancorato all’Europa e al Mediterraneo e ci liberò dai fantasmi del nostalgismo politico, del vecchio nazionalismo e del razzismo”.

La collaborazione con Mircea Eliade

Mordini, infatti, come si legge nella biografia in chiusura di INRI, operò sempre per questa intuizione di fondo. Negli anni 1964-65 fu apprezzato lettore di italiano all’Università di Kiel e durante la sua permanenza in Germania collaborò alla rivista di teologia e scienza delle religioni Kairos, edita dai Benedettini di Salisburgo, e con Antaios, la rivista di studi simbolici e mitologici curata da Mircea Eliade e Ernst Junger.

Fu, inoltre, in stretto rapporto di interlocuzione con esponenti del mondo intellettuale come Giano Accame, Gianni Baget Bozzo, Titus Burkhardt, Alfredo Cattabiani, Carlo Lapucci, Silvano Panunzio, Primo Siena, Sergio Quinzio, Adriana Zarri e Hans Urs von Batlthasar.

Si attende la riedizione del suo primo libro

Autore della voce Il lavoro in luce cristiana della Moderna Enciclopedia del Cristianesimo edita dalle Edizioni Paoline (Torino 1963), anticipò l’interesse verso la fiaba e il fantasy col bel libro Dal mito al materialismo, in cui commentava anche Pinocchio e Il Settimo Sigillo di Bergman. Dopo una vita di sofferenze e di dolori, circondato da un cenacolo culturale e spirituale di giovani allievi tra cui, appunto, Franco Cardini, morì a Firenze il 4 ottobre 1966, giorno di San Francesco. Si attende adesso la riedizione del suo primo libro, pubblicato nel 1959 con lo pseudonimo di Ermanno Landi, Il segno della carne, che verrà a breve riproposto da Il Cerchio di Rimini di Adolfo Morganti.

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