Giorlandino (Altamedica): “I tamponi rapidi sbagliano una volta su due. La terza dose? Inutile”

mercoledì 17 Novembre 15:44 - di Luisa Perri
Claudio Giorlandino

«Bloccate i tamponi rapidi per non chiudere l’Italia». Lo chiede Claudio Giorlandino direttore scientifico del Centro ricerche Altamedica di Roma, citando lo studio pubblicato sulla rivista Future virology.

La ricerca su 332 pazienti dà numeri allarmanti

La ricerca che ha coinvolto 332 pazienti, dimostra infatti che il test antigenico rapido per la rilevazione del Covid-19 sbaglia quasi una volta su due, fornendo un alto tasso di falsi negativi. L’esperto cita dati inoppugnabili. Dei 332 casi selezionati per il confronto, 249 campioni erano risultati positivi al tampone molecolare e 83 negativi. Tra i 249 campioni positivi, solo 151 erano stati rilevati dal test rapido antigene, con una sensibilità complessiva del 61%. In tutti gli altri 98 casi il test antigienico rapido immunocromatografico era risultato negativo.

“I tamponi rapidi danno un senso di falsa sicurezza”

“La letteratura internazionale già da tempo mette in luce i limiti dei test qualitativi immunocromatografici rapidi. La novità di questo studio – spiega Giorlandino – sta nella assoluta correttezza metodologica che, per primo, ha svelato che i limiti già conosciuti sono in realtà estremamente maggiori. L’enorme numero di falsi negativi che questi test, eseguiti in farmacia o in piccoli studi o laboratori, produce è pericolosissimo perché, i tamponi rapidi, quando “negativi” forniscono un falso senso di “purezza”, di assenza di infezione e portano inevitabilmente a sentirsi sicuri riducendo le protezioni”.

Giorlandino mostra i dati che zittiscono Galli

Il professor Giorlandino, nel corso de l’Aria che tira del 15 novembre, su La 7, ha poi mostrato in diretta dei dati del ministero della Salute in cui si evidenzia che non vi sia differenza tra chi ha fatto una o due dose di vaccino. Tutto questo mentre il governo procede senza indugio addirittura con la terza dose: «I non vaccinati muoiono – analizza Giorlandino dati di Speranza alla mano -, ma tra chi ha fatto una dose e chi ne ha fatte due è perfettamente uguale, qualcuno l’avrà letto questo studio al Ministero della Salute? Non finisce la capacità protettiva». Dati che hanno lasciato basiti gli ospiti in studio e che hanno mandato in confusione l’infettivologo milanese. Eppure, come ricorda Giorlandino, sono dati ufficiali. Li avrà letti il ministro Speranza?

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