Inasprire il green pass per salvare il Natale? Santanchè: «Ci trattano come criceti in una ruota»

lunedì 15 Novembre 10:56 - di Aldo Garcon
Daniela Santanchè

Daniela Santanchè non ci sta e boccia l’idea di inasprire il green pass per salvare il Natale. «Sono le stesse parole che usavano l’anno scorso, ci trattano come criceti in una ruota. Eppure oggi tante cose sono cambiate: abbiamo i vaccini, un tasso di vaccinazione tra i più alti in Europa, provvedimenti più severi di qualsiasi altro Paese occidentale. Se il green pass, come dicono loro, era sacrosanto, perché suonare ancora l’allarme? A questo punto è ora di uscire dal pensiero unico: cosa non ha funzionato? È lecito farsi questa domanda, o è lesa maestà?». La senatrice di Fratelli d’Italia in un’intervista a La Verità poi attacca: «Perché a distanza di mesi non hanno ancora potenziato il trasporto pubblico? Perché non hanno messo in sicurezza le scuole, eliminando le classi pollaio e intervenendo sulla aerazione meccanica nelle classi scolastiche?».

Santanchè: «Imporre divieti non costa nulla»

Per la Santanchè «il green pass è semplicemente la strada più comoda. Imporre divieti non costa nulla. Pensano che gli italiani siano sudditi da educare, come quei genitori che dicono soltanto “no” ai figli perché è più facile proibire che dare spiegazioni».

Poi osserva che «sicuramente c’è stato un cortocircuito sulla comunicazione rispetto al vaccino. Che sicuramente ti evita il cimitero e la terapia intensiva, ma non protegge dal contagio. Il trionfalismo che voleva dipingerci il vaccino come panacea per vincere la guerra ci ha messo sulla cattiva strada. E poi non ha funzionato il terrorismo sanitario».

«Contagiarsi non significa ammalarsi o morire»

La Santanchè ci tiene a precisare: «È vero che in questi giorni i contagi aumentano, ma dobbiamo spiegare alle persone che contagiarsi non significa ammalarsi o morire. Invece si forniscono dati senza spiegarli, alimentando inutilmente la paura della gente». L’allarme restrizioni e il rischio per alcune regioni di tornare in zona gialla? «Più che esagerato è criminale. Gli imprenditori, i lavoratori, i commercianti che solo adesso cominciano a riprendersi dai danni del lockdown, non hanno bisogno di una nuova dose di terrorismo psicologico per poter lavorare».

Se la gente ha paura, è più disposta ad accettare restrizioni? «Tutti abbiamo paura di morire. È un caso che proprio adesso, da un giorno all’altro, inizi il tam tam mediatico sulle vaccinazioni infantili? Ci sono cose che non mi tornano. Sono la prima a sostenere che i vaccini sono preziosi, ma sui bambini la comunità scientifica è ancora divisa. Beati quelli che hanno solo certezze, ma per favore rispettiamo chi coltiva dubbi».

Santanchè: «Le regole devono valere per tutti»

Quanto alla manifestazioni puntualizza: «Sono favorevole alle regole, ma devono valere per tutti. Vogliono farci credere che chi manifesta a favore del ddl Zan è a prova di Covid, mentre i manifestanti contro il green pass sono infetti? Così è inaccettabile. È stato pazzesco vedere gli idranti sparati sui lavoratori inginocchiati: l’avessi fatto io, oggi mi avrebbero linciata e anche arrestato. Quando i no Tav e i centri sociali mettevano a ferro e fuoco le nostre città, dov’erano i paladini dell’ordine?».

E poi ancora: «Hanno messo la Costituzione in freezer, insieme alla democrazia. L’hanno congelata nel nome della paura. E poi accusano Fratelli d’Italia di riportare indietro le lancette della storia. Proprio loro?». Sullo stato d’emergenza: «Impongono l’emergenza solo dove gli conviene. La vedono ovunque tranne che sul fisco. Non possiamo chiedere ai cittadini di pagare cinque milioni di cartelle esattoriali mentre prolungano l’emergenza. Come dice Giorgia Meloni, se mi chiudi non mi chiedi».

Sulla partita per il Quirinale

Un nome per il Colle? «Non dev’essere necessariamente un amico del centrodestra, ma della Costituzione. La differenza tra noi e il Pd è che loro non vogliono un arbitro, ma un giocatore della loro squadra, come abbiamo visto con gli ultimi presidenti della Repubblica. L’importante è che il Capo dello Stato abbia un mandato di sette anni: sentir dire che il nuovo inquilino del Quirinale potrebbe stare al suo posto un anno o due per poi andarsene, suona come un’anomalia. Mattarella ha già detto che non resterà? Con tutto il rispetto, non ne sono del tutto convinta». E Mario Draghi? «È sicuramente autorevole e di chiara fama. Ma non ho sentito esponenti di sinistra sbilanciarsi su di lui. Da quelle parti stanno semplicemente cercando qualcuno che possa farli governare anche senza vincere le elezioni».

«Non vogliamo altri inciuci di palazzo»

Se sale Draghi al Colle si va a votare? «Lo spero. Altri inciuci di palazzo non ne vogliamo. Perché si ha paura di dare la parola agli italiani? Perché si vaneggia di repubbliche semipresidenziali “di fatto” senza passare da una riforma costituzionale?». E infine: «Berlusconi è un grande uomo, ha avuto un trattamento che non si meritava, e oggi molti lo stanno rivalutando. Credo che se ci sarà davvero la sua candidatura, il centrodestra non avrebbe difficoltà a portarla avanti».

 

 

 

 

 

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