In Austria lockdown per tutti. Anche la Germania ci pensa: «Siamo in emergenza nazionale»

venerdì 19 Novembre 12:34 - di Luciana Delli Colli
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Un lockdown per tutti, non solo per i non vaccinati. L’Austria ha annunciato il ritorno al confinamento a partire da lunedì alla luce dell’impennata dei contagi, che ormai hanno raggiunto la quota di mille per 100mila abitanti. Non va meglio in Germania, dove il lockdown ancora non c’è, ma il capo del Robert Koch Institute, l’istituto di sanità tedesco, Lothar Wieller, ha parlato di «emergenza nazionale». In Italia, di fronte alle notizie estremamente allarmanti che arrivano da Vienna e Berlino, il sottosegretario alla Salute, Pier Paolo Sileri, rassicura: «Non siamo affatto nella situazione di Austria e Germania, e sono certo che non arriveremo» al lockdown, «salvo che la gente non faccia proprio la terza dose».

In Austria lockdown e obbligo vaccinale

Il lockdown nazionale in Austria inizierà lunedì e, allo stato attuale, è programmato per 10-20 giorni. Poi si farà una valutazione e si deciderà come muoversi. In ogni caso, al massimo il 13 dicembre finirà per la popolazione vaccinata o per chi è guarito dal virus, mentre resterà in vigore per chi non è immunizzato, già in lockdown da lunedì scorso. Oltre al confinamento, il governo ha annunciato anche che, a partire da febbraio, renderà obbligatorio il vaccino. «Non è stato facile prendere questa decisione, a nessuno piace adottare misure che limitano la libertà», ha detto il premier Alexander Schellenberg, che ha lamentato nuovamente gli scarsi risultati della campagna vaccinale, affermando che questa decisione è necessaria perché «troppi tra di noi si sono comportati senza solidarietà» e che «ci sono troppe forze politiche che fanno campagna contro il vaccino».

In Germania «non si può escludere nulla»

In Germania, dove il Bundesrat oggi, dopo l’approvazione di ieri del Bundestag, ha approvato all’unanimità il nuovo pacchetto di restrizioni tese a contrastare la nuova violenta ondata di Covid, il ministro della Salute, Jens Spahn, ha spiegato che «siamo in una situazione in cui nulla può essere escluso». Dunque, neanche un lockdown generalizzato che coinvolga anche i vaccinati. Il Paese, nelle ultime 24 ore, ha contato 52.970 nuovi casi e 201 morti. «Questa è un’emergenza nazionale, tutta la Germania è un unico grande focolaio», ha commentato Wieller, invitando la popolazione a restare a casa. Intanto, il pacchetto di restrizioni varato dalle Camere prevede, tra l’altro, l’accesso ai luoghi di lavoro e ai trasporti pubblici sulla base delle “3G”: vaccinati, guariti e testati. Esclude, invece, la chiusura di scuole e negozi.

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