Il lavoro non è solo una questione di ordine pubblico: le responsabilità dei sindacati

2 Nov 2021 10:24 - di Antonio Saccà

Alcuni punti fermi. La pandemia esiste ed esiste un qualcosa che viene denominato virus. Se non percepito e combattuto immediatamente può diventare mortale, irrecuperabile alla salvezza. Questo virus viene attualmente combattuto con i vaccini, i quali non lo eliminano ma lo indeboliscono, e pur contagiati e contagianti gli individui continuerebbero la loro attività, il lavoro, il poter lavorare, addirittura vivere pressoché nella normalità, insieme agli altri. Sarebbe la consistente risultanza delle vaccinazioni.

Uffici, imprese, scuole e quant’altro “in sicurezza”. La popolazione,in ampia maggioranza , ha creduto  e crede  in tale recupero della salute, si vaccina ed obbedisce  a regole vincolanti  credendole necessarie  per salvarci dal male. Massimamente le  imprese esigono  misure protettive, al fine di garantirsi da contagi devastanti e riconquistare operatività tranquillizzata, stabile, fiduciosa. Sembrerebbe che la situazione abbia concluso la sua negatività. Vaccini e salute si uniscono, la salute fa ritrovare il lavoro in sicurezza, il lavoro in sicurezza fa risorgere le imprese. L’ansia di salvezza e di lavoro rende docili i lavoratori, il ceto medio, imperativo il padronato che, ripeto, scorge nei vaccini ed in altre misure protettive la garanzia di operare in sicurezza.

Vaccini e lavoro

Come sempre esistono delle circostanze problematiche. Non tutti si vaccinano, non tutti accettano tali forme protettive, una sorta di lasciapassare che garantirebbe la salute denominato Carta Verde, ottenuta con le vaccinazioni o misurazione dell’eventuale infezione. Per costoro la società è proibita, anche il lavoro, anche il salario, anche lo stipendio. Sono estremismi mai accaduti così generalizzati in paesi democratici e persino non consueti in paesi autoritari. Che la maggior quantità dell’opinione pubblica accolga spesso con rabbia i “ribelli” ai vaccini ed ai controlli sulla salute mostra a che grado di terrore è pervenuta la popolazione: e a che  grado di influenza sull’opinione pubblica si sono spinti i mezzi di comunicazione. La gente ha perso ogni ritegno ma soprattutto ogni senso di autocritica. Infatti, perché una società non dovrebbe accettare chi rifiuta taluni obblighi ma non rifiuta di proteggersi?E’ il lato essenziale della questione.

Chi rifiuta i vaccini non rifiuta la protezione, rifiuta una esclusiva protezione. Non ve ne sono altre?Ecco l’aspetto dolente. Prevenzione e cure proposte  da varie fonti sono inconcludenti, dannose? Fosse vero, è anche vero che popolazioni vaccinatissime sono in gravi difficoltà(Inghilterra, Israele) e paesi con minima vaccinazione non hanno moria diffusa, rimane incredibile che la non vaccinatissima Africa abbia scarsa mortalità. Quindi gli effetti dei vaccini sono in ogni caso problematici. Occorre accettare che parte della popolazione sia indecisa. E deve essere garantita anch’essa, sta nella società, se i vaccini sono gratuiti perché non rendere gratuiti metodi che garantiscono l’accertamento della salute (i tamponi); dato che in entrambi i casi servono a proteggere? Costano? Costa maggiormente un ricovero.

La protesta non è da legarsi solo all’ordine pubblico

Ma a tal punto interviene un “argomento” di natura sociale, rilevantissimo. Il capitalismo è in una fase di cambiamento essenziale. Mutano gli strumenti produttivi con tecniche assai efficienti. I lavoratori diventano meno cruciali almeno quantitativamente giacché i mezzi tecnici crescono la produttività. Inevitabilmente non si riesce ad assorbire la mano d’opera espulsa, inoltre la delocalizzazione in luoghi meno costosi elimina ulteriori occupati, infine l’impresa deve competere con paesi di infimi costi produttivi, dunque potrebbe insorgere la protesta dei lavoratori, ed ecco il ritrovato perfetto: se esiste la protesta viene considerata un attentato all’ordine pubblico ed alla salute pubblica. Un problema di ordine economico viene spostato come problema di ordine pubblico e di salute pubblica. Il potere, uso un  temine generico, vuole ordine, obbedienza, non protesta, per compiere i suoi mutamenti: delocalizzazione, maggiore produttività, licenziamenti, ed ha scovato una doppia maniera per bloccare la protesta: state fermi perché altrimenti mettete a rischio la salute, obbedite se no siete senza lavoro essendo ribelli, se vi ribellate e protestate siete dei terroristi, violenti, da mettere fuorilegge.

Gruppi di infiltrati effettivamente distruttori servono magnificamente per questi fini. Si permette che compiano violenze per legittimare la repressione contro ogni protesta. E’ una formula antica che inganna l’opinione pubblica. Ma perché si ricorre a questi inganni? Poiché non si riesce a creare ulteriore occupazione, bisogna far passare la protesta sociale  come disordine sociale  e giustificare la repressione. Il mantenimento del reddito di cittadinanza è un indice palese, si dà per certo che non si crea occupazione ( a parte interessi elettoralistici). Potrebbero venirne danni gravissimi. Il “Sistema” non è in grado di suscitare nuova occupazione in quanto potenzia tecnologie che bruciano occupazione. Per non  confessare questo rovinoso punto di difficoltà il “Sistema” inganna  se stesso e l’opinione pubblica rendendo sommo male la pandemia invece della crisi dell’occupazione, ed impedendo la protesta sociale rendendola violenza e attentato alla salute.

Le responsabilità dei sindacati

Infiltrazioni , devastatori fanno passare la protesta come guerriglia. Che i rappresentanti dei lavoratori non colgano o fingano di non cogliere il dramma dei lavoratori e gridino al presunto pericolo di rivolta dimostra la loro sottomissione; ma anche che i lavoratori non percepiscono che devono suscitare forme produttive alternative. Altrimenti il “Sistema” deve funzionare. Non è colpa del capitalista se i mezzi tecnici producono eliminando i lavoratori, è la meta del capitalismo, modernizzarsi sempre. E’demerito dei sindacati non rendere i lavoratori capaci di fare anch’essi impresa, di costituire una alternativa. Quando non c’è alternativa prevale chi fa operare il sistema. Anche con l’inganno. Come sta accedendo. Il grande capitale farà o tenterà di fare terra bruciata e chi si oppone verrà considerato nemico dell’ordine pubblico e della salute.  Ma chi si oppone “deve” proporre una alternativa! Enorme errore dei sindacati ufficiali è credere che l’obbedienza favorisca l’occupazione. Illusionismo degli imprenditori far credere che l’ordine vaccinale rechi rimedi all’economia. Affatto, la contraddizione tra mezzi produttivi più efficaci che eliminano lavoratori resta e si accentuerà.

Un “sistema” autocosciente dovrebbe affrontarlo, non immaginare l’ordine repressivo della protesta come rimedio. Ma qualcosa di mutato accade. I Sindacati ufficiali hanno compreso che accrescere l’età pensionabile, togliere salario a chi non si vaccina, far pagare chi ricorre al tampone assedia troppo i lavoratori, oltretutto allungare gli anni per il pensionamento e dare soldi a chi non lavora(reddito di cittadinanza)  è una aberrazione, quindi protestano. Vedremo se è una protesta duratura.

 

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