Il figlio del maresciallo Lombardo: «Il pentito Brusca è stato trattato meglio di mio padre. Voglio la verità»

giovedì 18 Novembre 17:58 - di Milena Desanctis
Maresciallo Lombardo

«Il pentito Giovanni Brusca è stato trattato molto meglio di mio padre, un grande servitore dello Stato, questa è la verità. Spero che adesso, dopo la mia audizione davanti alla Commissione antimafia si possa finalmente aprire un’inchiesta. E dico volutamente aprire e non riaprire perché fino ad oggi i magistrati non se ne sono occupati nella maniera che meritava la morte di mio padre». A parlare con l’Adnkronos è Fabio Lombardo, il figlio del maresciallo Antonino Lombardo, il sottufficiale dei Carabinieri trovato morto nella caserma dei Carabinieri di Palermo nel marzo del 1995.

Ascoltato il figlio del maresciallo Lombardo

Ieri sera è stato ascoltato, fino a dopo mezzanotte, davanti alla Commissione nazionale antimafia presieduta da Nicola Morra. Tre ore e mezzo di audizione in cui ha raccontato tutta la vicenda del padre, tentando di spiegare di non avere mai creduto alla tesi del suicidio. Fabio Lombardo non si è mai rassegnato all’idea che il padre possa essersi tolto la vita.

Di recente, Fabio e la sorella Rossella Lombardo, hanno presentato alla Procura di Palermo una richiesta di riapertura dell’inchiesta sulla morte del loro padre. Nove pagine, firmate dall’avvocato Alessandra Maria Delrio del foro di Sassari, in cui, viene inserita anche la perizia calligrafica di parte che sottolinea che la lettera trovata accanto al cadavere del sottufficiale non sarebbe stata scritta da lui. E che è una novità. «Sono stato ascoltato con molta attenzione da parte della Commissione antimafia – dice – e ho visto che in molti sono rimasti sorpresi perché non si aspettavano una serie di cose accadute e che sono veramente incredibili».

Il figlio del maresciallo: «Voglio conoscere la verità»

«Io non mi aspetto una riapertura del caso perché il caso non è mai stato aperto – dice Fabio Lombardo – Quindi mi aspetto un’apertura. Io so perfettamente che c’è il rischio della prescrizione ma voglio conoscere la verità, voglio un vero riconoscimento al maresciallo Lombardo». «L’unica persona che ha veramente “vendicato” il giudice Paolo Borsellino è stato mio padre – dice ancora Fabio Lombardo – E ieri sera ho spiegato ai parlamentari che quelli che noi in Italia chiamiamo eroi vengono isolati, soprattutto dai propri colleghi. O, come nel caso di mio padre, si inscena un suicidio».

Quello che non convince la famiglia

Nella presunta lettera di addio trovata accanto al cadavere di Antonino Lombardo c’era scritto: «Mi uccido per non dare la soddisfazione a chi di competenza di farmi ammazzare e farmi passare per venduto e principalmente per non mettere in pericolo la vita di mia moglie e i miei figli che sono tutta la mia vita… Non ho nulla da rimproverarmi poiché sono stato fedele all’Arma per trentuno anni e, malgrado io sia arrivato a questo punto, rifarei tutto quello che ho fatto. La chiave della mia delegittimazione sta nei viaggi americani…». Una lettera su cui non c’era neppure uno schizzo di sangue, nonostante fosse stata ritrovata accanto al corpo del maresciallo. Ma sono numerose le cose che non convincono la famiglia Lombardo, che in questi anni ha gridato a gran voce di “volere giustizia”.

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