“Gioco nella Lazio, mandami le tue foto nuda”: adescava minori sul web vantandosi di essere un calciatore

sabato 6 Novembre 8:28 - di Lucio Meo

I poliziotti dei Compartimenti Polizia Postale e delle Comunicazioni Puglia e Piemonte hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare personale in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica di Bari, che ha coordinato l’indagine, nei confronti di un 48enne, per i reati di violenza sessuale (per aver indotto una minore a compiere atti sessuali traendola in inganno sulla sua identità e età anagrafica, creando profili social e di messaggistica con foto di quindicenne così fingendo di essere altra persona), di pornografia minorile per aver indotto la minore con tale inganno, carpendone la fiducia, a inviargli tali video e foto che la ritraevano in atteggiamenti sessuali. Analogo comportamento veniva accertato ai danni anche di alcune altre minori, tratte in inganno con lo stesso espediente.

Minori sul web, i pericoli che sfuggono alle famiglie

L’attività di indagine ha preso avvio da una denuncia sporta dalla madre di una 12enne alla Sezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Foggia. La donna ha denunciato di aver trovato all’interno di un cloud collegato a un account di carattere familiare, condiviso anche dalla minore, delle immagini autoprodotte dalla stessa, senza essere in grado di precisare se fossero state inviate ad altre persone. La ragazzina aveva prodotto dei video e delle foto intime che aveva poi inviato, su richiesta, a un fidanzato virtuale, dichiaratamente romano e 15enne, conosciuto su un noto social network molto diffuso tra i giovanissimi. Il fidanzato aveva raccontato di essere di Milano, ma di vivere a Roma, in quanto giocatore di calcio delle giovanili della Lazio. Inoltre diceva alla minore che non poteva mostrarsi in volto per regole della società calcistica in cui giocava che glielo avrebbero impedito.

Non solo. La vittima raccontava di aver parlato telefonicamente con quella che si spacciava per la madre del minore e di aver visto e parlato in videochiamata con un uomo che diceva di essere l’allenatore del fidanzato allo scopo di avere, in deroga alle fantomatiche regole calcistiche di divieto di avere relazioni sentimentali per i giocatori, il consenso a continuare il rapporto. Ottenuto tale consenso la relazione proseguiva anche attraverso messaggistica. Le indagini hanno permesso di accertare che il presunto allenatore era in realtà l’indagato, che aveva creato e registrato un profilo social spacciandosi per un 15enne giocatore di calcio, ottenendo così l’adesione di circa 1500 tra follower e following, la maggior parte dei quali risultavano essere ragazze minori di 18 anni.

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