E’ morta Liliana Cassano, la madre di Paolo Di Nella. Alemanno: ha pagato un prezzo altissimo

venerdì 26 Novembre 14:06 - di Redazione

E’ morta ieri sera, dopo una lunga malattia, Liliana Cassano, mamma di Paolo Di Nella, il militante del Fronte della Gioventù ucciso 38 anni fa, appena 19enne, mentre attaccava dei manifesti per aprire lo spazio verde di Villa Chigi, nel quartiere Trieste Salario.

“Liliana è una di quelle mamme di destra che ha pagato un prezzo terribile agli anni di piombo e allo slogan ‘uccidere un fascista non è reato’ – commenta all’Adnkronos Gianni Alemanno – Quello di Paolo Di Nella è un omicidio rimasto impunito per complesse vicende giudiziarie e questo è stato un altro tormento per mamma Liliana”.

L’omicidio di Paolo Di Nella, avvenuto nel 1983, chiuse la terribile stagione degli anni di piombo. La sua morte, come molti dei suoi amici e camerati ricordano, comportò una svolta di carattere nazionale per due motivi: la circostanza che Paolo stava attaccando manifesti per una battaglia ambientalista e il fatto che Sandro Pertini, all’epoca presidente della Repubblica, si recò al suo capezzale al Policlinico.

Significativo l’episodio raccontato da Antonio Pannullo sul Secolo: “Pertini fu affrontato – è il caso di dirlo – da una ragazza del Fronte, Marina, che eludendo la sorveglianza al presidente, riuscì a intercettarlo e a dirgli quello che pensava. «Questo è il frutto dell’odio che avete alimentato per quarant’anni! Ci stanno ammazzando tutti!», disse Marina. Pertini la guardò in faccia, rimase a capo chino in silenzio, le posò una mano sulla spalla e si allontanò. Il vecchio partigiano ascoltò con molta attenzione la ragazza in lacrime di rabbia e di dolore, e probabilmente capì che i tempi della giustizia sommaria erano davvero finiti per sempre”.

“Dopo Pertini – continua Pannullo – fu un profluvio, piuttosto stupefacente, per noi missini, di solidarietà da tutte le parti: l’allora sindaco di Roma Ugo Vetere, del Pci, venne all’ospedale, il segretario del partito Enrico Berlinguer mandò un commosso telegramma. Il giornalista Giuliano Ferrara scrisse un articolo in difesa di Di Nella e del suo diritto a pensarla come la pensava. E proprio così Paolo conduceva la sua lotta politica: civilmente e pacificamente, fiducioso nel suo diritto da andare ad attaccare manifesti da solo con la sua ragazza, in un periodo in cui questo non era consigliabile”.

La morte di mamma Liliana riapre la ferita dei ricordi. E ci riporta alla realtà delle madri dei ragazzi missini, così generose e dolenti. Così appartate nel vivere la tragedia di sopravvivere al proprio figlio. Ma anche così esemplari nell’insegnarci l’etica del sacrificio. A loro, alle madri dei caduti di destra, è toccata in sorte anche l’indifferenza dello Stato, la mancata giustizia, l’arretrare delle istituzioni dinanzi al dovere del ricordo. Così è stato per la mamma dei fratelli Mattei, per quella di Sergio Ramelli, per quella di Francesco Cecchin. Alla madre di Di Nella è toccato vedere anche il rinnovato incrudelirsi di quell’antifascismo bieco e crudele che 38 anni fa gli tolse il figlio.

I funerali saranno celebrati domani a Roma alle 11 nella chiesa della Ss. Trinità. Alla famiglia giungano le condoglianze del Secolo d’Italia e di tutti coloro che non hanno dimenticato, negli anni, il sacrificio di Paolo.

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