Covid, la Commissione d’inchiesta non s’ha da fare: la sinistra fugge per l’ennesima volta

3 Nov 2021 19:42 - di Federica Parbuoni
commissione inchiesta covid

La maggioranza continua a fuggire dalla Commissione d’inchiesta sul Covid, chiesta da FdI. Per l’ennesima volta, infatti, durante la conferenza dei capigruppo di oggi al Senato ha sostenuto che non ci sarebbero le condizioni per istituirla, perché «siamo ancora in emergenza», è stata la scusa, definita «ridicola e irritante» dal capogruppo di FdI a Palazzo Madama, Luca Ciriani.

La maggioranza fugge dalla Commissione d’inchiesta sul Covid

«I banchi a rotelle, le mascherine, il commissario Arcuri… da mesi si discute dell’avvio di una Commissione di inchiesta sulla Sanità e sulla gestione del Covid. Ma oggi c’è stata l’ennesima presa in giro da parte della maggioranza», ha spiegato Ciriani, ricordando che «FdI ha depositato una proposta di legge a maggio». «Oggi pomeriggio – ha quindi aggiunto il capogruppo – è andata in onda l’ennesima giustificazione irritante e ridicola: la Commissione non si può fare perché siamo ancora in emergenza». FdI, quindi, ha chiesto che la prossima capigruppo calendarizzi la proposta, trasmettendola all’Aula senza il relatore, come si è fatto per il ddl Zan contro l’omofobia.

Una giustificazione «irritante e ridicola»

È stato poi il capogruppo di FdI in Commissione Sanità, Francesco Zaffini, a ricordare che «prima del Covid tutti i gruppi avevano presentato delle proposte di legge per la Commissione di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale». «Abbiamo tentato di comporre un quadro di condivisione, sostanzialmente il centrodestra era d’accordo; il M5s aveva un proprio testo, così come Iv che, tramite il capogruppo Davide Faraone, aveva depositato un testo per una commissione bicamerale di inchiesta sulle spese per il Covid».

In scena «il solito teatrino»

«Alla fine, però, è venuto fuori il solito teatrino», ha chiarito Zaffini, sottolineando che la scusa accampata dalla maggioranza sul fatto che non si può votare perché siamo ancora in emergenza davvero non sta in piedi. «In pratica è come se avessero detto che se il rubinetto perde non si può chiamare l’idraulico, finché l’acqua non si esaurisce. Una giustificazione ridicola», ha concluso il senatore di FdI.

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