Calenda blocca sui social “il candidato col Rolex”. Lui lo sbugiarda: non concordo con te e mi tagli fuori?

10 Nov 2021 9:03 - di Giulia Melodia
Calenda

Il consenso delle urne deve averlo galvanizzato un po’ troppo. O forse la vecchia diatriba della campagna elettorale col candidato col Rolex – il giovane attivista si era schierato con Azione come consigliere nel Municipio III di Roma, ed era finito al centro delle cronache per una foto finita sui social in cui ostentava il suo vistoso orologio – non si è mai davvero sopita. Fatto sta che Carlo Calenda ieri si è fatto notare sui social per l’ennesima bizzarria polemica: ha bloccato su Twitter anche Roman Pastore. Nella sua furia iconoclasta l’ex Pd ha tagliato fuori dalla cerchia di follower il suo ex candidato 21enne e lui, per tutta risposta, lo ha sbugiardato sul web. La diatriba è finita in tv: un bocconcino troppo ghiotto per essere tagliato fuori dalla scaletta, nella puntata di ieri di Domani è un altro giorno, Serena Bortone l’ha servita ai telespettatori su un piatto d’argento. E a Calenda è toccato mandar giù il boccone…

Calenda blocca sui social Roman Pastore, “il candidato col Rolex”

Sembrava finito, almeno sui social, il rapporto tra Carlo Calenda e Roman Pastore. Ma che il leader di Azione arrivasse addirittura a bloccare il giovane attivista su Twitter è stata una sorpresa. Dell’ostracismo stigmatizzato con un colpo di mano sulla testiera ha parlato lo stesso Pastore, perché chi di tweet ferisce, di tweet perisce (mediaticamente s’intende)… Bastano pochi caratteri, due hashtag e la bagarre è servita: «@CarloCalenda ma come? Mi candido con te, mettendoci la faccia a soli 21 anni. Ricevendo insulti, minacce e cattiveria. Mi chiamano stampa e tv e per evitare strumentalizzazioni mi faccio giustamente da parte. Ora perché esprimo perplessità su certe tue dichiarazioni, mi blocchi?».

La diatriba tra i due finisce in tv

Non solo. Non contento delle parole, Pastore nel messaggio spiattella pure con uno screenshot la sentenza social emessa dal leader di Azione, in cui si legge «@CarloCalenda ti ha bloccato». Il battibecco è ancora solo agli inizi. E sul punto Calenda replica sbrigativamente poco dopo a Oggi è un altro giorno su Rai1: «Ma che ne so io della vita di Pastore? Il problema è che diventano virali delle idiozie. Lo sblocco, gli mando dei fiori e un bacio»… Poi, scaricando la patata bollente sul suo team social social, il numero uno di Azione in tv aggiunge anche: «L’ho difeso molte volte, non l’ho bloccato io Pastore. Il mio team social blocca tutti quelli che insultano, non so come ci è finito lui, non è il problema della mia vita – ha spiegato Calenda –. Io Pastore l’ho difeso ma quando fai campagna elettorale non metti un orologio da 40mila euro, è poco elegante. Poi lui ha tutto il diritto di averlo. Ma non mi importa, lo farò sbloccare subito».

Calenda, intervistato dalla Bortone, finge di non saperne niente…

Insomma, Calenda torna a bomba nel merito delle vecchie polemiche. Prova ad addebitare il contenzioso a quando, rilancia con un doppio salto carpiato all’indietro l’ex Pd, «a Roma ho fatto campagna elettorale per mesi e mi hanno rotto le balle su un candidato di 21 anni con l’orologio». Tanto da concludere: «La politica avrà problemi ma il giornalismo ha problemi giganteschi». Ma, ancora una volta, Pastore non ci sta. E controreplica: «Oggi non deve essere la giornata migliore per Carlo Calenda che litiga con tutti. Blocca sui social e straparla. Carlo ma che ti succede ? Possibile che le tue reazioni siano così scomposte? Dici che il tuo gruppo social blocca chi insulta: ma io non l’ho mai fatto»…

Ma la controreplica di Pastore sbugiarderebbe Calenda…

E allora, non sarà che a scatenare l’ira funesta del leader di Azione è stato qualcos’altro? Per esempio altri tweet e “suggerimenti” che Pastore ha lanciato via social qualche giorno fa, annunciando: «Non ho intenzione di iscrivermi ad @Azione.it come suggerisce Carlo. La squadra ha un nome: lista civica @CalendaSindaco. Pronto a combattere». E poco prima aveva scritto: «@CarloCalenda non possiamo permetterci il lusso di dividerci. La prospettiva che abbiamo in vista delle #elezioni2023 è basata sull’unità delle forze riformiste. Basta attaccare». E infine, come riporta Il Fatto quotidiano, l’ultima parola sulla vexata quaestio reciterebbe testualmente: «Ti avevo scritto su Instagram e tu mi blocchi? Quando si dice spazio ai giovani poi bisogna saperlo fare davvero, Carlo. Anche e soprattutto per ascoltarci»…

 

 

 

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