Ancora sangue a Oslo, seminudo accoltella i passanti e urla “Allah Akbar”. Ucciso dalla polizia

martedì 9 Novembre 13:59 - di Fortunata Cerri
Oslo

Ancora sangue, questa volta in Norvegia. Un uomo ha aggredito i passanti con un coltello nella zona di Bislett, a Oslo, ed è stato ucciso dagli agenti. Lo ha detto il direttore delle operazioni di polizia, Tore Solberg, alla Norwegian Broadcasting (Nrk). L’aggressore è stato portato all’ospedale di Ulleval dopo che la polizia gli ha sparato ed è morto per le ferite riportate. «Una pattuglia era vicina» al luogo dell’aggressione e per questo è riuscita a fermare l’uomo, ha detto il capo della polizia Torgeir Brenden citato dai media norvegesi. «All’inizio gli agenti hanno cercato di investirlo quando ha cercato di accoltellare una persona», ma «l’auto della polizia si è scontrata con un muro ed è in questo frangente che gli agenti sono stati aggrediti dall’uomo».

Paura a Oslo, ferite tre persone

Tre persone sono rimaste ferite, tra cui un agente in modo non grave. Lo riportano i media locali, spiegando che l’uomo a torso nudo è sceso in strada armato di coltello e «stava per attaccare le persone per strada quando è arrivata la polizia e lo ha fermato». Alcuni testimoni citati dai media norvegesi riferiscono che l’uomo avrebbe urlato ”Allahu Akbar” durante l’attacco. L’uomo era noto alle forze dell’ordine. Nel giugno del 2019, infatti, il trentenne aveva cercato di aggredire, sempre con un coltello, alcune persone a Ankerbroe. Da qui la decisione del tribunale distrettuale di Oslo, nel dicembre del 2020, di sottoporre l’uomo a cure psichiatriche obbligatorie, come ricordano i media norvegesi.

Il precedente, un mese fa l’attacco a Kongsberg

L’attacco di oggi a Oslo avviene a meno di un mese da quello nella cittadina di Kongsberg, a circa 70 chilometri a sudovest della capitale norvegese. Qui un cittadino danese di 37 anni, Espen Andersen Brathen, ha ucciso cinque persone con arco e frecce e ne ha ferite gravemente altre due, tra cui un agente in borghese. Una notte di follia, quella del 13 ottobre, quando l’uomo iniziò a colpire i suoi obiettivi partendo da un supermercato.

L’arciere killer

L’arciere killer, come è diventato noto ai media, è stato arrestato quella stessa notte dopo aver ucciso quattro donne e un uomo al termine di uno scontro con la polizia. Il servizio di Intelligence norvegese (Pst) ha descritto l’attacco come ”atto di terrorismo”.

Sui social, prima dell’attacco, l’uomo aveva annunciato e spiegato la sua conversione all’Islam. Più volte in contatto con il servizio sanitario, era noto alle forze dell’ordine per precedenti per droga e minacce alla famiglia. Nel 2020 aveva infatti minacciato di uccidere il padre e per questo era stato sottoposto ad un ordine di restrizione di sei mesi.

 

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