Addio a Gavan O’Herlihy, Chuck di “Happy Days”: l’attore che conquistò Hollywood e si ritirò in un faro

giovedì 11 Novembre 15:53 - di Lara Rastellino
Happy Days

Le agenzie battono la notizia della morte del 70enne attore irlandese Gavan O’Herlihy, naturalizzato statunitense. E lo definiscono come uno dei protagonisti di Happy Days. Impegnato in effetti sul quel celebre set, a vestire i panni del fratello maggiore di Ricky Cunningham – alias Ron Howard – nella prima stagione del popolare telefilm: nel 1974. In realtà, O’Herlihy si sarebbe emancipato presto da quel successo che, nel corso del tempo, si sarebbe rivelato solo come un semplice, fugace, trampolino di lancio.

È morto Gavan O’Herlihy, il Chuck di “Happy Days”

La notizia della scomparsa, avvenuta il 9 novembre, è riportata dal giornale irlandese The Irish Echo. E come anticipato, si sofferma sui punti salienti della biografia artistica dell’attore. Nato il 29 luglio 1951 a Dublino. Talento in erba del tennis, Gavan O’Herlihy, inizia a recitare mentre frequenta il Trinity College. Nel 1973 si trasferisce a Los Angeles dove, grazie alla vittoria di un’audizione a Hollywood, entra subito nel cast della serie tv Happy Days come il fratello maggiore di Richie (Ron Howard) e Joanie (Erin Moran). Alla metà della prima stagione, trasmessa nel 1974, però sparisce all’improvviso dal piccolo schermo: si sa soltanto che “Chuck” va al college. Poi, il silenzio assoluto.

Dopo la trasferta a Hollywood, in ritorno alla casa madre

Del resto, O’Herlihy si è affacciato in punta di piedi nel mondo dello spettacolo. E altrettanto silenziosamente se ne è allontanato. Forse deluso dal sogno americano. Magari in un sussulto di spirito patriottico che lo ha fatto ritornare nel Regno Unito. Lui, irlandese doc nato a Dublino, che dopo la parentesi americana torna alla casa madre: si stabilisce a Londra. E per un periodo vive anche in una casa-barca sul Tamigi. Poi più tardi, acquista un faro in Galles, dove risiede e gioisce di un periodo di riserbo e serenità. Infine si stabilisce in una fattoria inglese, dove la meteora dell’attore che ha calcato palcoscenici inglesi e set americani, si eclissa definitivamente.

Non solo “Happy Days”: i fiori all’occhiello della carriera di O’Herlihy

Nel frattempo, però, O’Herlihy ha sempre continuato a recitare in numerosi telefilm degli anni ’70 e ’89, tra i quali La donna bionica, Disneyland, Pepper Anderson agente speciale, L’uomo da sei milioni di dollari, Marcus Welby: titoli oggi divenuti veri e propri “cult”, che lo hanno visto brillare in piccoli e grandi ruoli. così come il cinema, dove l’attore ha saltuariamente lavorato, apparendo con piccoli ruoli in titoli importanti come: Un matrimonio di Robert Altman (1978). Mai dire mai (1983). Superman III (1983). Il giustiziere della notte 3 (1985). Willow, il film in cui rincontra dopo gli esordi di Happy DaysRon Howard (1988). E ancora: Shooter-Attentato a Praga (1995). Il mistero del principe Valiant (1997). Il casinò della paura (1997) e The Descent Part 2 (2009). Oggi, infine, a oltre dieci anni dall’ultimo impegno sul set, l’addio alle scene dall’arte e della vita

 

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