Salvini: «Basta coi litigi e con le polemiche, voglio una coalizione compatta. Uniti dovunque»

sabato 23 Ottobre 13:56 - di Sara Gentile
Salvini

«Ho sentito Berlusconi e ci vedremo la prossima settimana, come ho chiesto da mesi, finalmente ci siamo. Io, lui e i sei ministri, perché c’è la manovra di bilancio, la legge sulla concorrenza, la riforma degli appalti, la delega fiscale, la riforma della Pa, ci sono tanti temi che il centrodestra unito affronta in maniera concreta». Così Matteo Salvini all’uscita dal bunker. «Ho messaggiato anche a Giorgia Meloni – dice – voglio una squadra compatta, una coalizione compatta, poi ciascuno è libero di stare in maggioranza e opposizione. Ma siccome ognuno è libero, ma siccome vogliamo governare questo Paese appena si torna a votare, e vogliamo essere determinanti per l’elezione del capo dello Stato a febbraio, basta coi litigi e con le polemiche. Uniti nei Comuni, alle Regioni e in Parlamento. Il confronto sarà settimanale».

Salvini: «Taglio tasse sia superiore agli 8 miliardi»

Quanto poi alle richieste della Lega al premier puntualizza: «Chiederemo al governo che gli 8 miliardi di taglio di tasse diventino anche di più, a partire dai più colpiti dal Covid. Quindi partite Iva, autonomi, liberi professionisti, precari, artigiani, commercianti, quindi privati. Chiederemo di innalzare il tetto della flat tax fino a un fatturato di 100mila euro e che l’ecobonus del 110% sia esteso anche ai paesi e i piccoli comuni e alle unità singole».

«No riavvicinamenti alla Fornero»

Infine sulle pensioni. «A me non interessa la forma, mi interessa la sostanza. Durante una pausa del processo ho scritto al Presidente Draghi. Sono disponibile a incontrarlo da oggi in avanti quando vuole. Perché sarebbe un errore rifinanziare il reddito di cittadinanza e tagliare le pensioni», sottolinea. «Se non vuoi chiamarla quota 100 va bene, l’importante è che dal primo gennaio non ci siano scalini o scaloni o riavvicinamenti alla Fornero e che venga garantito il diritto alla pensione, alle donne, ai lavoratori usuranti, ai dipendenti delle piccole e medie imprese – dice – Leggere di tre o cinque anni di scaloni dal 2022 in avanti non è assolutamente utile in un Paese che si sta rialzando. Quindi, finita la parentesi giudiziaria noi stiamo lavorando sulla manovra economica». «Intervenire a gamba tesa sulle pensioni – conclude – non mi sembra il modo migliore per fare rialzare il Paese anche perché ricordo che quota 100 ha dato lavoro a centinaia di migliaia di giovani».

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