Roma: Letta e Gualtieri in ginocchio da Calenda, lui li sbeffeggia: «Ma io non ero di destra?»

martedì 5 Ottobre 10:02 - di Mia Fenice
calenda

«È stato uno sforzo titanico, una sfida senza altre liste accanto. Faticosa, difficile. Non una battaglia di testimonianza però, ho sperato di andare al ballottaggio e ci ho lavorato un anno. E ora sono molto dispiaciuto. Quando non si raggiunge l’obiettivo per cui ci si è spesi, bisogna dirlo». Carlo Calenda in un’intervista a Repubblica fa un bilancio del voto e malgrado l’amarezza della sconfitta si mostra soddisfatto per il risultato ottenuto dalla “sua” lista. «Per una lista civica abbiamo raggiunto un dato senza precedenti… Forte di questo risultato si apre per noi una fase di lavoro importante anche a livello nazionale».

I voti di Calenda fanno gola al Pd e a Gualtieri

Numeri decisivi che ora fanno gola a Gualtieri e al Pd. Il segretario Letta ha detto che lo considera un interlocutore, ma solo qualche giorno fa la senatrice dem Monica Cirinnà in uno scontro su Twitter lo aveva accusato di essere di destra. Parole che Calenda non ha dimenticato:  «Avevo capito che ero di destra …», dice. «Enrico è un amico, parleremo. In questa campagna elettorale il Pd ha usato parole ultimative nei miei confronti. Però non ci sarà mai una questione personale tra me e Letta, contro il quale a Siena abbiamo evitato di presentare candidature».

«Non faremo apparentamenti»

Incalzato da Repubblica che gli chiede dove andranno i suoi voti e se li riverserà su Roberto Gualtieri, Calenda è chiaro: «Non faremo apparentamenti, non sarebbe onorevole. La nostra lista civica ha raccolto consensi da sinistra, dal centro, da destra…». E puntualizza: «Deciderò nei prossimi giorni, ma sul mio voto personale e senza contropartita. Sono 220mila le persone che hanno votato la lista Calenda. La fiducia nei miei confronti è alta, quindi non voglio nessuna ombra e sospetto che si possa pensare a alleanze in cambio di posti in giunta».

Calenda e il post su Twitter

Concetti ribaditi anche in un’altra intervista al Corriere della Sera. Il quotidiano milanese titola: Calenda: niente accordi, tradirei gli elettori. Così i dem imparano a darmi del leghista. Un titolo che però fa imbufalire il leader di Azione che su Twitter posta l’intervista e commenta: «Quanto mi hanno profondamente rotto le pa**e questi giornali con titoli inventati. Ma profondamente».

«Non ho alcun problema ad avere come interlocutore Letta, però…»

Nell’intervista al Corriere Calenda sottolinea: «La mia lista civica ha avuto un risultato mai avuto prima da una lista civica in Italia. Ma non basta questo a rendermi soddisfatto». Anche il Corriere gli chiede verso chi indirizzerà i suoi voti. «Io ho avuto voti di destra, di sinistra, di centro. Non posso fare apparentamenti, alleanze o accordi con qualcuno. Sarebbe un tradimento verso i miei elettori». Quanto alle parole di Letta ribadisce: «Non ho nessun problema ad avere come interlocutore Letta. Non gli ho candidato nessuno contro nel collegio di Siena, eppure avrei potuto. Dunque va bene parlare. Però…». Però? «Avevo capito che il Pd mi riteneva uno di destra. La prossima volta sarà bene che ci pensino in campagna elettorale prima di darmi del leghista o addirittura di ispirazione di Fratelli d’Italia». Per poi concludere: «Ci penserò nei prossimi giorni, non lo dico oggi. E comunque deve essere chiara una cosa… La mia indicazione di voto sarà del tutto personale e non sarà della lista che rappresenta».

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