Piacenza, al liceo Cassinari arriva il bagno no gender. Per non “discriminare” gli studenti transex

sabato 16 Ottobre 8:46 - di Redazione

L’Emilia Romagna si conferma all’avanguardia anche in fatto di gender. E di strumenti di inclusione. Lo dimostra l’ultima ‘invenzione’ nella scuola artistica Cassinari di Piacenza in fatto di servizi igienici. Divisi, prima che gli studenti si ponessero il drammatico problema, a seconda del sesso di appartenenza. Come in tutti i luoghi pubblici. D sempre. Divisione inaccettabile, arcaica. Non va bene, non è adatto chi non si sente né maschio né genere, hanno pensato gli studenti. Così, come riporta Libero, si sono ingegnati per risolvere la questione di evidente urgenza.

Piacenza, a scuola  arriva la toilette no gender

Che orrore le due toilette, una per le donne, magari segnalata dal disegno di un corpo femminile, e una per gli uomini. Eppure i  bagni sono divisi per sesso ovunque. Non solo a scuola. Da sempre. Bar, ristoranti, uffici, autogrill, luoghi pubblici ospitano i servizi igienici separati per sesso di appartenenza.Ma gli studenti del liceo piacentino ne hanno fatto una questione di “inclusione” per gli alunni che non si identificano in un genere né nell’altro. Così hanno pensato a dei bagni “nessun genere”. Voilà l’ideologia gender applicata ai bagni. In pratica i liceali hanno appiccicato accanto alle classiche icone “maschio” e “femmina”, un terzo cartello no gender. Ispirato, dicono, al concetto dell’inclusione. Così da due giorni l’ingresso ai bagni è libero per tutti: maschi, femmine e chi non si ‘sente’ né l’uno né l’altro.

Uno strumento per non discriminare i transex

“Si tratta di dare una possibilità in più”, uno dei rappresentanti dell’Istituto. Il terzo cartello è lo strumento per non discriminare chi non se si sente giusto uomo giusta donna. La soluzione ha tenuto impegnati gli studenti per mesi. Ore e ore di discussione sul cruciale problema, di cui il pianeta scuola sente un bisogno primario. Ora però, osserva Libero, nascono delle piccole domande di natura pratica, logistica.

Grillini: anche il bagno no gender è importante

In base a cosa decido di utilizzare il terzo bagno? Quali sono le nuove regole (se ci sono)? Siamo proprio certi che la tradizionale divisione binaria fosse discriminatoria per gli studenti transessuali? Il cartello no gender non ufficializza invece una nuova differenza che potrebbe ghettizzare? La notizia circolata sul web non è stata presa troppo sul serio. Diciamo che tra le mille difficoltà che attraversa la scuola italiana quella del bagno no gender non è esattamente il problema più serio da risolvere. Lo è invece per Franco Grillini, presidente di Arcigay. “Quello dell’identità non binaria è un fenomeno sempre più dilagante tra i giovani. Certamente non c’è bagno nel genere che elimini la discriminazione di genere, ma un simbolo può essere importante“.

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