Pensioni, quota 102 per un anno. Le nuove regole in manovra. Novità per maestre e estetiste

venerdì 29 Ottobre 14:52 - di Redazione
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Con quota 100 non tornano i conti e dunque il governo Draghi dice addio alla formula voluta dalla Lega (ossia il pensionamento con 62 anni di età e 38 di contributi). Il 2022 sarà un anno di transizione e i lavoratori potranno uscire anticipatamente grazie all’introduzione di Quota 102.

Potrà dunque lasciare il lavoro chi ha conseguito contemporaneamente due requisiti: un’età di almeno 64 anni e versamenti contributivi di almeno 38 anni. “Non si tratta di un numero elevatissimo di lavoratori. Secondo i sindacati – scrive oggi il Messaggero – sono poche decine di migliaia coloro che potranno usare questo tipo di scivolo. In pratica quelle persone che già avevano maturato i requisiti per Quota 100 ma che avevano posticipato l’uscita”.

Inoltre, prosegue il quotidiano, nella legge di Bilancio, ci sarà “un fondo di 600 milioni per i prossimi tre anni, il cui scopo sarà quello di consentire il pensionamento anticipato ai lavoratori delle aziende in crisi. Il fondo, spiega la manovra, è destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni. Quali saranno le regole per poter accedere all’uscita anticipata, toccherà a un decreto del ministero dello Sviluppo economico insieme a quello dell’Economia stabilirlo”.

Le imprese hanno a disposizione anche il contratto di espansione. Si tratta della possibilità di anticipare l’uscita dei lavoratori fino a cinque anni in cambio dell’assunzione di giovani. Fino ad oggi potevano utilizzare questo strumento solo le imprese con più di cento dipendenti. Con la manovra la soglia scende a 50 dipendenti. Il governo ha confermato anche Opzione Donna: la lavoratrice esce prima dal lavoro ma con un assegno decurtato del 20-30%. Confermata anche l’Ape sociale, l’uscita a 63 anni di coloro che svolgono un lavoro considerato «gravoso».

In questa lista entrano i maestri e le maestre elementari, le estetiste, i magazzinieri e gli addetti non qualificati al trasporto e allo spostamento delle merci, gli infermieri e le ostetriche, i portantini e gli addetti alla pulizia negli hotel, nei ristoranti e sulle navi.

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