Michetti: «Sono l’unico credibile a dialogare. Alla Raggi chiedo collaborazione sui dossier della città»

venerdì 8 Ottobre 10:44 - di Stefania Campitelli

L’incontro istituzionale con Virginia Raggi, l’apertura agli elettori ‘traditi’ da Calenda, il richiamo al voto diretto ai troppo romani rimasti a casa. Enrico Michetti è pronto ad accelerare la corsa verso il Campidoglio in vista del ballottaggio contro l’uomo del Pd, Roberto Gualtieri. Parte con il vantaggio dei numeri e dalla sua ha una marcia in più. Essere un candidato civico, molto lontano dal suo sfidante che ha avuto responsabilità di governo e che è già stato messo alla prova.

Michetti: prenderemo tanti voti di Calenda

”Noi prenderemo tanti voti di Calenda”, dice il candidato di centrodestra ospite di Radio24. “Una parte della destra ha creduto in quel programma, ma è chiaro che quei voti potrebbero facilmente tornare sul candidato del centrodestra”. A Calenda manda un messaggio chiaro. “Può dire quello che vuole e votare chi vuole. Nessuno è proprietario del consenso degli altri. Ma lui sa perfettamente che il mio punto di forza è la competenza. Nessuno degli altri candidati nella propria vita ha passato 30 anni assistendo i sindaci nelle procedure complesse e risolvendone i problemi”. Il leader di Azione, in realtà, sta giocando una partita nazionale sfruttando Roma.

L’incontro istituzionale con Virginia Raggi

Ma non basta. Anche una parte dei voti del M5s potrebbe convergere al secondo turno sul candidato del centrodestra. In chiave anti Pd. Michetti, che in mattinata ha in programma un caffè con l’ex sindaca di Roma, dice di aver incontrato diversi elettori  della Raggi delusi che al primo turno hanno scelto di votarlo. Apertura all’ex sindaca grillina? ”L’apertura la faccio a tutti i romani”, spiega.

“Io non ho attaccato nessuno, sono diverso”

L’incontro con Raggi è di carattere istituzionale. Perché è il sindaco uscente e sui fascicoli più scottanti, se vincessi, averne una contezza prima significa poi accelerare. Io non ho attaccato nessuno nella campagna elettorale, questo forse sarà stato gradito anche dal sindaco”. Dettaglio non di poco conto visto che Gualtieri, al contrario, ha impostato tutta la sua campagna elettorale contro la Raggi, in un crescendo di insulti e processi di piazza.

Non chiudo le porte a nessuno

Dialogo con Raggi, dunque. Michetti esibisce un ottimo fair play.  ”Io non chiudo le porte a nessuno. Mi ha chiamato per farmi i complimenti per l’ottimo risultato raggiunto, abbiamo parlato cordialmente. Chiaramente per me incontrarla è importante. Ho massimo rispetto per chi ha amministrato. Ci vuole collaborazione tra istituzioni”.

Sarà una giunta di alto profilo, per i nomi è presto

Sulla composizione di un’eventuale (e auspicabile) giunta di centrodestra non si sbilancia. Parlare di nomi è prematuro. Ma assicura che sarà “fatta da profili che abbiano già dimostrato di saper fare. Di natura altissima, con competenza specifica nei settori. Poi che siano tecnici o politici lo valuterò dopo”. Chi eletto in Consiglio comunale ha già un suo ruolo all’interno dell’organo sovrano, aggiunge riferendosi a Rachele Mussolini la prima degli eletti nell’aula capitolina. Michetti è pronto ad affrontare dossier vecchi e nuovi per il riscatto di Roma. Del Ponte di ferro semidistrutto dall’incendio dice che andrà ricostruito così come era. “Anche chiedendo poteri commissariali al governo, nell’arco di un anno si può rifare, forse si può ristrutturare anche in sei mesi”.

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