Marsilio: «I nostalgici? Quattro gatti, mitomani e paranoici. La destra è fatta di valori non negoziabili»

4 Ott 2021 9:30 - di Redazione

“Il nostalgismo? Un fenomeno marginale e francamente grottesco. Si sbaglia a dargli tanto peso per la costruzione di fantasiosi teoremi”. Marco Marsilio non usa mezzi termini nel commentare il caso Milano scoppiato con l’inchiesta di Fanpage. I nostalgici – spiega il governatore dell’Abruzzo – sono una presenza minima, residuale.

Marsilio: i nostalgici sono grotteschi

Chi ha nostalgia per il regime oggi è un mitomane, “relitto paranoico”. Poi chiarisce che il nostalgismo aveva senso da parte di i chi, a vent’ anni, si era trovato a combattere. Quando ancora c’erano i reduci. “Gente – dice Marsilio a La Stampa – che a 15 o 20 anni aveva vissuto un’epopea. Questi che scimmiottano il passato, sono un fenomeno che andrebbe indagato con gli strumenti della psichiatria”.

La destra è l’orgoglio delle radici

Ma che cosa è la destra oggi, nel 2021? “Ci sono elementi  che la caratterizzano a prescindere dai tempi. Oggi in particolare in un mondo globalizzato, con identità fluide, è la consapevolezza delle proprie radici. Del proprio patrimonio culturale, intorno al quale tramandare una tradizione. È la valorizzazione della propria identità anche in un mondo fluido. Anzi, a maggior ragione in un mondo fluido.

L’identità e la difesa del popolo

“La destra, anche aprendosi al mondo, vuole difendere le identità. E il sovranismo – aggiunge – è innanzitutto la rivendicazione di un principio sempre meno rispettato. E  cioè che la sovranità è del popolo. Non di piccole presunte élite illuminate che si arrogano il diritto di decidere per tutti. E poi, su una scala più ampia, la riaffermazione di spazi decisionali nazionali. In un mondo dove organizzazione sovranazionali e anche società private multinazionali, finanziarie, economiche, oggi sono più forti degli Stati stessi”.

“I progressisti hanno sempre avuto torto”

“I progressisti – dice ancora Marsilio – ritengono di conoscere il senso del mondo e della storia. E invece hanno sempre avuto torto. Alla fine si sono sempre scontrati sulla necessità dell’essere umano di avere una famiglia. Una comunità, dei costumi, delle tradizioni. Questa spinta a travolgere tutto, perché dobbiamo essere soltanto consumatori universali, uguali in tutto il mondo, esiste, osserva il governatore di Fratelli d’Italia. Ed è sempre più forte, ma non è scritto nelle stelle che sia la strada giusta.

Tecnologia e tradizione

Il nostro – sottolinea – non è il tentativo di fermare il mare con le mani. Non c’è contraddizione tra il vivere in un mondo evoluto, con tecnologie dati e trasporti sempre più veloci, e il piacere e il gusto di conservare tradizioni che hanno secoli di storia. Chi sono i tifosi di questa società senza frontiere, del melting pot, senza tradizioni?,  si chiede Marsilio. Piccole e ristrette élite metropolitane.

La globalizzazione infelice

Alcuni, osserva il presidente della Regione Abruzzo, sono in buona fede ma altri hanno tutto l’interesse. “E il prezzo lo pagano le classi più povere. Succede all’interno degli Stati nazionali, ma anche nel rapporto tra aree del mondo. Si prendano i flussi migratori sempre più imponenti. Se non si cambia, questo cosiddetto modello della globalizzazione non è mica tanto felice. Basta guardare quel che succede con l’Africa. Gli squilibri sono talmente enormi, che diventerà sempre più difficile governarli”.

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