La sparata di Natalia Aspesi: meglio un uomo intelligente di una donna “fascista e cretina”

domenica 24 Ottobre 19:30 - di Redazione
Natalia Aspesi

Natalia Aspesi commenta a modo suo l’uscita dello storico Alessandro Barbero sulle donne che hanno meno successo degli uomini. Quest’ultimo sulla Stampa, si era domandato: “E’ possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi?”. Ne è nata la solita inutile querelle del neofemminismo col timbro di Marzano o Murgia.

Aspesi prova ad andare controcorrente: “Barbero ha detto cose che avrebbe potuto evitare, ma non capisco perché le donne se la siano presa così tanto per quella frase. A me fa piacere non essere aggressiva, non lo ritengo un insulto: non so se in quanto donna o in quanto persona educata”.

Quindi ammette che uomini e donne sono differenti. “È vero che siamo diversi. E menomale. Basta osservare il comportamento dei bambini attorno ai tre anni per rendersene conto. Non so dirle perché ma i maschietti giocano alla lotta, mentre le bimbe alla stessa età sembrano più grandi. Li muove un istinto differente, di cui non hanno coscienza. Non so cosa volesse dire Barbero con ‘differenze strutturali’, ma è certo che uomo e donna non sono diversi soltanto dal punto di vista biologico”.

La giornalista se la prende anche con le donne di oggi “che fanno le combattive sulle stupidaggini”. Per esempio il cat calling o la fissazione per il gender. “Il femminismo non è dichiararsi binarie o non binarie, non è dire ‘quello è cattivo perché mi ha detto che ho un bel sedere’. Negli anni Settanta e Ottanta, le donne hanno combattuto e ottenuto risultati: ora il femminismo dovrebbe saper gestire e custodire quelle conquiste, ma non mi sembra che ci riesca. Ma insomma: affari loro. Io sono vecchia, non voglio più occuparmene”.

Persino sulle quote rosa Natalia Aspesi non è d’accordo con le compagne. “Nella politica non vige la contrapposizione uomo-donna, ma quelle democrazia-non democrazia e intelligenza-non intelligenza”. Per poi scivolare nel pregiudizio più ostinato: “Chiariamoci: tra una donna fascista e cretina e un uomo democratico e intelligente, non avrei dubbi su chi scegliere”.

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