La camorra “saluta” il nuovo sindaco di Napoli con l’omicidio di un incensurato vicino alla fidanzata incinta

mercoledì 6 Ottobre 10:31 - di Robert Perdicchi

Omicidio di camorra nella notte a Napoli, il giorno dopo la proclamazione ufficiale del nuovo sindaco, Gaetano Mafredi. Un 23enne, Carmine D’Onofrio, incensurato, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre, intorno alle ore 2, si trovava in via Luigi Crisconio, nel quartiere Ponticelli, insieme alla compagna convivente e incinta. Il 23enne è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, dove è deceduto per le ferite riportate. Sul posto i Carabinieri della stazione Ponticelli hanno trovato 7 bossoli calibro 45mm. Indagano i Carabinieri della compagnia di Poggioreale e del Nucleo investigativo di Napoli.

Chi era il giovane incensurato ucciso dalla camorra

Il 23enne ucciso nella notte ha una parentela importante con i vertici del clan camorristico De Luca Bossa, attivo nella zona orientale della città. Carmine D’Onofrio, 23enne incensurato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco intorno alle ore 2 in via Luigi Crisconio, è infatti il figlio illegittimo di Giuseppe De Luca Bossa, attualmente detenuto, e fratello di Antonio De Luca Bossa, detto “Tonino ‘o sicc”, ritenuto vertice del clan. L’omicidio, secondo gli investigatori, sarebbe da inquadrare nelle fibrillazioni che da tempo attraversano gli ambienti criminali nella zona orientale di Napoli.

L’ordigno scoppiato la settimana scorsa

Un ordigno artigianale era esploso la settimana scorsa nel quartiere di Ponticelli, oggetto negli ultimi mesi di eventi criminali legati alla lotta dei clan per conquistare determinati spazi di potere. L’esplosione aveva provocato la distruzione di una vetrata esterna di una abitazione e le schegge di vetro avevano colpito una donna e il figlio di 14 anni. L’ennesimo attentato dinamitardo era avvenuto a 50 metri da dove sorge il monumento per le vittime innocenti dell’agguato dell’11 novembre del 1989 quando una paranza di killer fece fuoco all’esterno del bar gelateria Sayonara”. La guerra di camorra a Napoli è ripresa, già da qualche mese, ma il tema, a parte qualche sortita del magistrato anti-clan Catello Maresca, è stato il grande assente della campagna elettorale.

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