Il razzo ipersonico lanciato dalla Cina preoccupa il mondo: «Nessuna idea di come abbiano fatto»

lunedì 18 Ottobre 11:48 - di Natalia Delfino
razzo cina

Ha suscitato grande preoccupazione in Occidente la notizia del lancio di un razzo ipersonico da parte della Cina. Un fatto che ha colto completamente alla sprovvista gli apparati militari da questa parte di mondo, a partire da quelli statunitensi. «Non abbiamo idea di come abbiano fatto», hanno dichiarato fonti dell’intelligence, commentando la notizia divulgata dal Financial Times.

Il lancio del razzo ipersonico da parte della Cina

Il lancio sarebbe avvenuto tra il 19 luglio e il 24 agosto, date delle missioni cinesi 77 e 79. Sarebbe stato, infatti, al centro della missione 78, della quale non esiste traccia benché la Cina annunci abitualmente tutti i decolli. Il mezzo ipersonico, le cui caratteristiche lo renderebbero capace di aggirare tutti i sistemi di difesa, secondo quanto ricostruito, era agganciato a un razzo Lunga Marcia, ha fatto il giro della terra, è sceso a bassa quota e ha mancato il suo bersaglio di appena 40 chilometri.

«Non abbiamo idea di come abbiano fatto»

«Non abbiamo idea di come abbiano fatto a compiere un test del genere», ha detto una fonte anonima al Financial Times, rivelando tutta la preoccupazione per un dispositivo che può essere armato con testate nucleari e che, benché più lento dei missili balistici, ne supera i limiti non avendo una traiettoria fissa, essendo manovrabile e potendo volare più basso. Dunque, essendo assai più difficile da intercettare e fermare.

Le preoccupazioni per la corsa cinese agli armamenti

«Il test ha dimostrato che la Cina ha fatto straordinari progressi sul fronte delle armi ipersoniche, molto più avanzati di quanto gli americani pensassero», ha detto ancora una fonte al Financial Times. È stato poi il portavoce del Pentagono, John Kirby, a ricordare che «abbiamo chiarito le nostre preoccupazioni sulle capacità militari che la Cina continua a sviluppare, capacità che solo aumentano le tensioni nella regione ed oltre. Questa è la ragione per la quale noi consideriamo la Cina la nostra sfida principale». Qualche giorno fa era stato invece il responsabile software del Pentagono, Nicolas Chaillan, a sottolineare che «la Cina ha già vinto la battaglia sull’intelligenza artificiale e tra 15-20 anni non avremo alcuna possibilità di competere».

Pechino smentisce: «Era un veicolo spaziale, non un missile»

Pechino dal canto suo ha risposto attraverso l’ambasciata a Washington che «non abbiamo una strategia globale e piani militari come gli Usa. Non siamo interessati a partecipare a una corsa agli armamenti. Al contrario, negli ultimi anni gli Usa hanno inventato scuse come la “minaccia cinese” per giustificare lo sviluppo di armi ipersoniche». Inoltre, a quasi due giorni di distanza ha smentito la notizia del lancio del razzo ipersonico, sostenendo che «non era un missile, era un veicolo spaziale». Secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian, che ha risposto a una domanda sul tema in conferenza stampa, si è trattato invece di un «test di routine» allo scopo di verificare la tecnologia riutilizzabile del veicolo spaziale.

Ma l’obiettivo è «una forza armata di prima classe»

La corsa agli armamenti ipertecnologici è però una volontà dichiarata dal governo di Pechino: «Dobbiamo accelerare la modernizzazione delle forze armate», per costruire entro il 2050 una «forza armata di prima classe a livello mondiale», ha detto Xi Jinping in occasione del centenario del Partito. Era il 1° luglio, di lì a un mese Pechino avrebbe lanciato il razzo ipersonico.

Il sinologo Sisci: «Un atto dimostrativo a fini interni»

Per Francesco Sisci, sinologo, professore di geopolitica alla Luiss, interpellato dall’Adnkronos, però, il lancio ha le caratteristiche di «un atto dimostrativo probabilmente per il pubblico interno». In Cina, infatti, ha detto Sisci, «c’è forse un clima di ansia per questioni sia interne che esterne». Sul fronte interno, si registra, «il rialzo del prezzo delle materie prime, il rialzo di gas e petrolio, la bolla immobiliare» e «il fatto che mentre il mondo sviluppato sta riaprendo perché le vaccinazioni funzionano, la Cina rimane chiusa». A livello esterno a pesare sono, invece, la questione di Taiwan, della Corea del Nord e quella indiana, «superpotenze demografiche, armate fino ai denti, che hanno rotto le trattative» sulla disputa territoriale. D’altro canto, anche la reazione Usa al lancio del razzo da parte della Cina è comprensibile, «in quanto atto dimostrativo che agita le acque e quindi gesto di sfida».

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