FdI respinge il fango di Fanpage. Fidanza: «Mi autosospendo. Contro il partito attacchi strumentali»

venerdì 1 Ottobre 14:50 - di Viola Longo
fanpage fdi

Sarà pure, come lo hanno presentato, giornalismo d’inchiesta. Ma il servizio di Fanpage su una presunta “lobby nera” milanese, che manovrerebbe dietro FdI, ha anche tutti i connotati del killeraggio a orologeria. Il servizio, che secondo quanto dichiarato dagli autori sarebbe stato girato nell’ambito di un’inchiesta sotto copertura (un giornalista si è finto imprenditore) durata ben tre anni con circa 100 ore di girato, è stato rilasciato infatti a due giorni dal voto e nell’ultimo di campagna elettorale. Il risultato è un montato di poco più di 13 minuti, che rimanda l’impressione di una destra nostalgica e ancorata ad ambienti poco trasparenti, viziata anche dalla pratica di finanziamenti irregolari alla campagna elettorale. Insomma, la perfetta rappresentazione di come la vorrebbe la sinistra.

Il killeraggio a due giorni dal voto

Nel filmato di Fanpage, rilanciato in anteprima e in diretta tv a Piazzapulita, viene preso di mira in particolare il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, per il tramite di Roberto Jonghi Lavarini, noto a Milano come il “Barone nero”. E certo alcune scene e alcune frasi pronunciate nel corso di un aperitivo elettorale lasciano interdetti, ma, come spesso accade in questi casi, lasciano anche il sospetto di una forzatura ad arte – tra tagli, montaggi e distorsione del contesto – per farle apparire assai peggio di quello che sono, tentando di spogliarle della nota di polemica autoironia che si portano dietro. Specie se arrivano in un momento in cui il voto in tante città italiane si connota come indicativo del futuro del Paese, offrendo a una sinistra disperata la più succulenta delle sponde per dare addosso al centrodestra e in particolare al partito che oggi ne è capofila.

Meloni chiede i filmati integrali del servizio

«Soldi in nero per campagna elettorale? Mi diano l’intero girato, lo chiedo ufficialmente. Io sono molto rigida, sono rimasta colpita, ma non valuto un dirigente che conosco da più di 20 anni sulla base di un video mandato in onda a due giorni dal voto, curiosamente», ha detto Giorgia Meloni, che al termine dell’incontro a sostegno di Enrico Michetti ha subito l’assedio dei giornalisti su questo tema e non su quelli della Capitale. «Sono pronta prendere le decisioni del caso quando ravviso delle responsabilità reali», ha proseguito Meloni, sottolineando poi che «con tutti i dirigenti, sia sul tema dell’onestà sia sui rapporti che non si devono avere con determinati ambienti, sono sempre stata molto chiara». «Non c’è posto in FdI per razzisti, antisemiti e para-nazisti», ha aggiunto Meloni, che sulla vicenda ha anche scritto una lettera al direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, ribadendo la richiesta della copia integrale del girato.

Fidanza: «Non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari»

Insomma, da parte della leader di FdI c’è stata una presa di posizione netta, che non lascia spazio ad ambiguità, ma che neanche si presta alla resa di fronte ai tentativi di spingere all’angolo della presunta impresentabilità una forza politica “colpevole” di saper parlare agli italiani e dare loro voce. Sul caso è intervenuto lo stesso Fidanza, con parole che di fatto confermano i sospetti suscitati dalle modalità del servizio, ma anche l’assoluta lealtà al partito dimostrata nella decisione di autosospendersi da ogni ruolo in attesa di avere gli strumenti per fare maggiore chiarezza. Una decisione accolta come «giusta» da Meloni. «Voglio ribadire ai miei amici, ai miei elettori e a quelli di tutto il mio partito – si legge in una nota di Fidanza – che non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari e che nello specifico, in più occasioni purtroppo non mandate in onda, ho ribadito al “giornalista infiltrato” che asseriva di voler contribuire alla campagna elettorale di una candidata la necessità di farlo secondo le modalità previste dalla normativa vigente». Nel filmato, invece, si parla della possibilità di pagare in nero il conto dell’aperitivo.

Quello che Fanpage non ha mandato in onda

«Il fatto che non abbiano trasmesso questi ulteriori colloqui la dice lunga sulla serietà di questa inchiesta e contribuisce a dare di me e della mia attività politica un’immagine totalmente distorta. A tutela della mia reputazione mi riservo di adire la giustizia civile e penale», ha aggiunto l’eurodeputato, ricordando che «mi avvicino ai 30 anni di impegno politico, senza mai una macchia e sempre a testa alta». «Non c’è e non c’è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita. Semmai – ha chiarito Fidanza – nelle immagini pubblicate, ironicamente contestavo proprio le inaccettabili affermazioni a suo dire goliardiche di Roberto Jonghi Lavarini, che non hanno né possono avere alcuna cittadinanza in Fratelli d’Italia, partito in cui peraltro lo stesso non è iscritto né ricopre alcun ruolo».

Fidanza si autosospende «da ogni ruolo e attività di FdI»

«Ho avuto più volte occasione di polemizzare con Paolo Berizzi per alcune sue campagne di stampa (da qui l’ironia mostrata nel video), ma naturalmente giudico inaccettabile che un giornalista debba vivere sotto scorta per le minacce ricevute e per questo, pur nella irrinunciabile diversità di opinioni politiche, gli esprimo la mia solidarietà sincera», ha detto ancora l’eurodeputato di FdI, soffermandosi su un altro passaggio del servizio di Fanpage altamente strumentalizzato. «In ogni caso – ha concluso Fidanza – nell’associarmi alla richiesta del mio partito di ottenere i filmati integrali che mi riguardano, senza tagli o manomissioni, in modo che gli stessi possano essere visionati dai competenti organi di FdI, su richiesta di Giorgia Meloni, ritengo opportuno autosospendermi da ogni ruolo e attività di partito al fine di preservare Fratelli d’Italia da attacchi strumentali».

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