Dal pasticcio dell’euro alle profezie di sventura, Prodi pontifica: «La vittoria di Meloni problema per l’Ue»

venerdì 15 Ottobre 11:27 - di Michele Pezza
Prodi

Un tempo era il portabandiera degli euro-euforici. Tanto da congegnare in una notte una finanziaria-monstre pur di arrivare in tempo al primo appuntamento con la moneta unica. Per centrare quell’obiettivo, Romano Prodi non andò troppo per il sottile. Impose agli italiani persino la famosa euro-tassa, poi parzialmente rimborsata dal successivo governo Berlusconi. Altri tempi. Oggi il Professore bolognese non è più l’euro-euforico di un tempo, ma dentro gli è rimasta la passione per le arzigogolate procedure di Bruxelles e per tutto ciò che promana dalla burocrazia Ue. De gustibus…Leggere, per credere, il suo colloquio con Massimo Gianniniil direttore della Stampa.

Prodi: «La leader di FdI appoggia la Polonia»

Una conversazione davvero istruttiva. Se non altro, ci fa capire quale democrazia abbiano in testa i cantori delle magnifiche sorti e progressive  dell’Unione europea con la loro pretesa di dividere in buoni e cattivi leader e partiti. Non per niente Prodi parla di «problema gravissimo» in riferimento alla possibilità di vittoria elettorale di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Anzi, più della prima che del secondo. «Del resto – spiega infatti il fondatore dell’Ulivo -, chiunque appoggi la mossa della Polonia (la cui Corte Costituzionale ha sancito il primato della legge nazionale su quella Ue, ndr), come ha fatto la Meloni, è contro l’Europa». Detto fuori dai denti, significa che o un leader e il suo partito pensano e agiscono come Bruxelles comanda o sono fuori dal recinto della democrazia. Il famigerato “arco costituzionale” applicato questa volta su scala continentale.

Bruxelles allergica ai popoli

E poco importa se le idee di quel leader e di quel partito coincidano con quelle di milioni e milioni di cittadini. La democrazia Ue, di cui Prodi è evidentemente autorevole esponente, non prevede l’ingombro di corpi elettorali. E quando li trova sul proprio cammino, semplicemente li rimuove. Il loro consenso non rileva. Vale solo quello percepito. Anzi,  quello strombazzato. Sentite Prodi: «(…) ma la cosa positiva è che la grande maggioranza dei cittadini europei è per l’Europa, ha capito che di fronte a Cina e Stati Uniti o stiamo insieme o soccombiamo». Grande maggioranza? E quando l’ha misurata il Professore? Strano, perché a noi era sembrato di cogliere più di un’insofferenza verso le opache alchimie buro-finanziarie di Bruxelles. Quanto alla soccombenza dell’Europa rispetto a Cina e Stati Uniti, diremmo che è un dato di fatto. Solo Prodi non se n’è ancora accorto.

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