Dal Green Pass all’Antifà Pass? L’ultima follia che spunta fra i giornalisti per il rinnovo del Consiglio del Lazio

mercoledì 13 Ottobre 19:03 - di Paolo Lami

Dal Green Pass all’Antifà Pass, eccola l’ultima invenzione della sinistra. Arriva, a sorpresa, con una mail collettiva inviata agli account privati di migliaia di giornalisti che si apprestano a votare per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine del Lazio della categoria.

Un appuntamento importante per un esercizio di democrazia, la votazione di chi lì rappresenterà nei prossimi anni, che non dovrebbe subire condizionamenti di alcun tipo, ovviamente. Né dovrebbe essere di parte. Soprattutto in questo periodo così complicato in cui la categoria è così pesantemente sotto attacco di un’opinione pubblica disorientata che non si sente più rappresentata da una certa informazione giudicata distorta, di parte e per nulla libera.

Ecco, dunque, che nelle caselle mail di migliaia di giornalisti italiani arriva una mail inviata da tal Carlo Picozza, (nella foto, ripresa dal suo profilo Facebook pubblico) giornalista di Repubblica e candidato per la presidenza dell’Ordine regionale dei Giornalisti del Lazio con la lista “Riforma e dignità – Lista civica”.

Ecco cosa scrive il giornalista di Repubblica Picozza ai colleghi per sollecitare il loro voto che lo dovrebbe portare, nei suoi disegni, a sedersi sulla poltrona di presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti.

“Cara collega, caro collega, – esordisce Picozza – ho deciso di candidarmi alla presidenza dell’Ordine del Lazio”, per la quale si vota online mercoledì 20 e giovedì 21 o, in presenza al seggio, domenica 24 ottobre.

“Lo faccio con la squadra Riforma e dignità – Lista Civica” composta da colleghi – assicura Picozza chiedendo così il voto – di formazione ed esperienze diverse, ma tutti impegnati nella difesa dei valori dell’antifascismo”.

Insomma il motivo per cui i giornalisti del Lazio e del Molise dovrebbero votare Picozza alla presidenza dell’Ordine regionale dei Giornalisti eccolo qua: la sua sicura fede antifascista. Di più: il suo impegno antifascista. È lui stesso a certificarlo e a certificare che anche tutti gli altri colleghi della lista “Riforma e dignità – lista civica” possono esibire con orgoglio questa sorta di Pass, l’Antifà Pass. Dimenticando che né la Costituzione italiana né, tantomeno, la legge sulla stampaaltre norme vigenti richiedono un Antifà Pass per fare i giornalisti o per essere eletti e votati nella rappresentanze della categoria.

È questo, dunque, dopo il Green Pass, il prossimo obiettivo del pensiero unico? Sarà questa la prossima certificazione, magari bollata e verificata dal Picozza di turno e dai suoi colleghi di Repubblica, per lavorare come giornalisti o per essere eletti negli organi di categoria?

Il parlamentare di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, ha già annunciato un’interrogazione al ministro della Giustizia sotto il cui controllo ricadono tutti gli Ordini professionali, compreso quello dei giornalisti.

“Va stigmatizzato il comportamento del candidato alla presidenza dell’Ordine dei Giornalisti con un’imposizione pre-giudiziale.  Cosa c’entra – si chiede attonito Mollicone – l’antifascismo con l’Ordine dei giornalisti e con i legittimi diritti di rappresentanza?”.

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