Da Gualtieri a Roma ai neo sindaci di Varese e Cosenza, tutti con la solita solfa del “Bella Ciao” (video)

lunedì 18 Ottobre 20:56 - di Carlo Marini

La cantilena dei sindaci rossi, per una campagna elettorale incentrata sul pericolo fascista, non poteva che essere Bella Ciao. Tutti a cantarla, alle feste che si susseguono nelle piazze in queste ore. A cominciare dalla Capitale. Quando il nuovo sindaco di Roma, Roberto Gualtieri sale sul palco di piazza Santi Apostoli, la canzone che fa da introduzione alla sua festa elettorale è un brano di Tommaso Paradiso. Subito dopo parte una canzone dei Coldplay, l’ex ministro del governo Conte tenta la mossa trendy, ma sbraca poco dopo: parte il coro stonatissimo con i presidenti eletti nei Municipi capitolini.

Bella Ciao, per ricordare le origini del vecchio militante Pci. Lo stesso che all’Università ha costruito la carriera accademica con saggi sul marxismo e il comunismo. Il moderato Gualtieri, che fa un discorso alla Veltroni, senza averne l’eloquio nè la voce. Con la sua voce da doppiatore mancato di Paperino   dice: «Ringrazio la sindaca Virginia Raggi che ha governato con impegno…», in piazza Santi Apostoli echeggiano i “buu”. Il resto è un florilegio di “ma anche” veltroniani. Sperando che non imiti Veltroni anche nel suo operato disastroso da sindaco.

I sindaci rossi si aggrappano a “Bella Ciao”

Bella Ciao è il motivo conduttore di tutte le vittorie dei sindaci della sinistra che ha vinto ai ballottaggi. E da questo si capisce quanto il Dna comunista sia insito nella storia della sinistra italiana.

A Varese per Galimberti primo cittadino del centrosinistra, ma anche a Cosenza per l’affermazione di Franz Caruso, i sindaci intonano Bella Ciao per festeggiare. Insomma, la musica non cambia. Lo stesso immancabile tormentone di una intera campagna elettorale senza contenuti ma basata solo sullo spettro del ritorno del fascismo. Inevitabile che tornino a cantarlo. Sanno tutti che senza quel vecchio tormentone non potrebbero neppure festeggiare la vittoria.

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