Cottarelli critico sulla manovra: “Draghi ha solo rinviato i problemi per non scontentare i partiti”

venerdì 29 Ottobre 11:21 - di Adriana De Conto
Manovra Cottarelli

Carlo Cottarelli non è affatto convinto della manovra Draghi. Che lo dica un economista come il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica è molto illuminante. Molti segnali lancia nell’intervista a la Stampa rilasciata a Luca Monticelli. Usa una frase idiomatica inglese per definire quel che è accaduto giovedì in Consigliodei ministri su Quota 102 e il rinvio della riforma delle pensioni:  «Kick the can down the road».  Ossia, “calcia la lattina lungo la strada”, espressione usata quando si vuole evitare o ritardare la gestione di un problema. Di fatto per l’economista questa legge di bilancio  «rimanda a una discussione successiva diversi interventi, proprio per evitare scontri con le parti sociali». L’ex commissario alla Spending review definisce “misure ragionevoli” molti aspetti del documento uscito dal Cdm. Ma evidenzia i punti ancora oscuri. Alla domanda: ” Si potevano mettere più soldi per tagliare le tasse sul lavoro”, Cottarelli ha risposto: “Tenendo conto della situazione del bilancio, senza andare a tagliare la spesa non credo si potesse mettere di più”. Aggiungendo: “però non vedo un’azione di revisione della spesa particolarmente intensa“.

Manovra, Cottarelli: “Tra un anno si tornerà a una situazione pre-Quota 100”

Ma è la previdenza ad impensierire di più, il nodo dove c’è stato il braccio di ferro tra centrodestra di governo e Draghi. E infatti la riforma non è stata realizzata e lo scenario è inquietante. «Si potrebbe dire che tra un anno si tornerà alla situazione pre Quota 100. In realtà, il governo vuole discutere un nuovo assetto e questo ha tranquillizzato i sindacati. È una legge di bilancio che rinvia diversi interventi a una discussione successiva per evitare scontri». Troppo facile driblare i nodi spinosi. E la sostanza del discorso è che ad oggi, il ritorno alla Fornero nel 2023 è una mezza realtà. L’idea che Draghi abbia si sia “piegato” al pressing di sindacati e partiti è reale: «Non so se si possa dire che il governo si è piegato, intanto si arriva a Quota 102. Non si voleva turbare la ripresa dell’economia con un conflitto con i sindacati», commenta Cottarelli. «Si prolunga di un anno l’incertezza». E tra un anno non si sa con quale governo si farà la vera riforma delle pensioni. Un’incertezza nell’incertezza.

Manovra, Cottarelli: “Il reddito di cittadinanza in sostanza è come prima”

Persona pragmatica, Cottarelli non si aspettava certo una manovra più coraggiosa: «Quando si ha una maggioranza così variegata bisogna trovare dei compromessi, è inevitabile. Non mi aspettavo qualcosa di molto diverso». Passando al reddito di cittadinanza, trova che a parte qualche accorgimento di facciata,  “resta sostanzialmente lo strumento che era prima. Ci sono alcuni cambiamenti, ma non è una riforma». Boccia anche la riforma degli ammortizzatori sociali:  «Ci sono 3 miliardi, il ministro del Lavoro Andrea Orlando aveva inizialmente parlato di 7 miliardi per gli ammortizzatori: si inizia un percorso, ma i soldi non sono tanti». Ci si chiede se nel dibattito parlamentare la manovrea potrà essere smontata. Ci sono pochio margini, risponde cottarelli con molto senso della realtà:  «Sappiamo che una legge di bilancio non può essere cambiata nei saldi fondamentali. Non c’è dubbio che la Lega e altri non siano contenti dell’intervento sulle pensioni e tenteranno di cambiare le norme».

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