Castelli: «Dopo il vaccino sono a rischio trombosi. Racconto solo la verità, non sono No vax»

lunedì 4 Ottobre 10:02 - di Redazione

“Mi sento meglio ma alcuni valori molto preoccupanti restano sballati”. Così Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia della Lega, racconta alla Verità il suo calvario post vaccino.

Castelli: io un morto che cammina, ora meglio

Vuole raccontare quello che gli è accaduto, senza teoremi. Dopo l’apparizione a Tagadà su La7 durante la quale Castelli si era definito “un morto che cammina”. E aveva sottolineato di “non sostenere alcuna tesi, ma di riportare solo quel che mi è successo”.

Dopo il vaccino è a rischio trombosi

Dopo il siero monodose Johnson inoculato il 30 luglio, racconta l’ex Guardasigilli, “mi diagnosticano una forte infezione alla prostata e ancora oggi resta sballatissimo il D-dimero”. Valore che sta a significare che “il mio fisico lavora per combattere trombi in giro per il corpo. E non è esattamente simpatico sapere che da un momento all’altro puoi avere un ictus. I medici mi hanno imposto un monitoraggio continuo”.

L’ex Guardasigilli: non sono no vax…

Dopo l’intervista televisiva è scoppiato il caso. Con lo scatenarsi delle opposte fazioni. “Sono stato subissato dai messaggi di chi mi lodava per aver ‘denunciato’”, racconta. “E di chi mi dava del disgraziato per averne parlato. Ma non sono né no vax, né pro vax, racconto sola la mia esperienza. Una correlazione fra il mio stato di salute e il vaccino? Possibile ma non certa“.

La Lega non dimentichi il Nord

Sul fronte politico rivendica il ruolo del Nord. Lui che conserva la tessera della prima Lega Nord e quella (più soft) di Salvini premier. “Il Nord c’è”, incalza Castelli. “E chiediamo al grande partito nazionale di tenerla presente.  Prché l’autonomia fa bene a tutta l’Italia e ancora non ho capito, seppure sia un principio costituzionale sacrosanto che tutti i cittadini ricevano gli stessi servizi di base, perché se una Regione fa meglio delle altre non ne possa avere beneficio”.

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