Bimbo ucciso a Perugia, la disperazione del padre: «Durante la gravidanza si tirava pugni in pancia»

5 Ott 2021 13:07 - di Fortunata Cerri
bimbo ucciso

«Brutálisan». Brutalmente. Norbert Juhász, padre di Alex, il bimbo ucciso a coltellate in un’intervista al Messaggero parla dall’Ungheria. Il piccolo è stato ucciso a Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve, in provincia di Perugia, il primo ottobre. La madre Katalina Erzsebet Bradacs, secondo il gip che ieri ha convalidato il fermo per i gravi indizi di colpevolezza, resta in carcere perché «socialmente pericolosa». Ma la donna, che si è avvalsa della facoltà di non rispondere, continua a proclamarsi innocente.

Parla il padre di Alex, il bimbo ucciso a Perugia

Norbert, chef ora impiegato in un’agenzia di organizzazione eventi, è disperato. Come è possibile che Alex fosse con lei? «Era già accaduto con il suo figlio maggiore – spiega l’uomo al Messaggero – che però nel 2014 è stato portato via. Con Alex, l’affidamento era comune, ma sfortunatamente non ha mai davvero assicurato il contatto. Lei non me lo faceva vedere. E con lui era cattiva».

Bimbo ucciso, il padre: «Ce l’ha fatta…»

Norbert Juhász racconta che la donna «in gravidanza si tirava pugni in pancia. Ha minacciato di dargli fuoco. Solo per questo avrebbero già dovuto toglierlo a lei. E io ora ho perso il mio tesoro». Il quotidiano romano gli chiede se ha qualche dubbio che possa essere davvero stata lei? «Ce l’ha fatta», risponde il papà del bimbo. «Ha minacciato da tempo che avrebbe messo un punto, alla fine. Ha chiamato il suo altro figlio 18enne inviandogli una foto. Lui ha registrato la chiamata ed è andato alla polizia con quella foto. È stato orribile. In quello scatto Alex aveva la maglietta piena di sangue. E quegli occhi chiusi».

«È stato orribile»

A che ora ha chiamato Katalina? «La prima volta ha chiamato me il 30 settembre. Mi ha chiesto soldi, dicendo di essere in Ungheria, ma non era vero. Non diceva la verità. E io non glieli ho dati. Poi ha chiamato il figlio il primo ottobre, ha mandato quella foto, verso le dodici». “Lei pensa che questo fosse il suo piano fin dall’inizio?”, gli chiede il giornalista.  «Sì. E lo ha eseguito brutalmente. È stato orribile». E ora cosa farà? «Spero di non dover venire in Italia. Voglio solo riportare il corpicino del mio Alex in Ungheria».

 

 

 

 

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