Rave party a Torino e Bolzano, la Lamorgese è circondata da raduni folli: la prefettura ci mette una pezza

lunedì 13 Settembre 16:15 - di Martino Della Costa
rave party Lamorgese

Gli scalmanati dei rave party ci riprovano: stavolta a Torino e Bolzano. Dopo la vergogna del Viterbese, la Lamorgese prova a rimediare e a rincollare i cocci della sua immagine, andata in frantumi dopo il colossale disastro laziale. Provando a mettere una pezza prima che un altro buco logori irreparabilmente la sua reputazione di ministro degli Interni… E così, la prefettura riesce a sventare il colpo di almeno un altro raduno illegale: quello che era già cominciato sabato notte in una zona boschiva fra i comuni di Villarbasse, Reano e Rivoli, in corso nelle prime colline del Torinese. Bloccato sul nascere con una riunione tecnica di coordinamento in prefettura, all’esito della quale le forze dell’ordine hanno proceduto allo sgombero dell’area. Così come, con gli stessi intenti e le stesse modalità, nella notte tra sabato e domenica, i carabinieri di Bolzano hanno interrotto un altro rave party. Organizzato da un gruppo di giovani in una proprietà privata, sita nel Comune di Nova Levante. All’interno dell’area protetta del sito Unesco patrimonio dell’umanità “Parco naturale Sciliar-Catinaccio“.

Rave party, la Lamorgese ci mette una pezza a Torino

Dunque, a Torino la pezza c’è stata. E ha provvidenzialmente coperto il buco “laziale”. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in corso d’opera: allontanando e identificando le persone presenti. Bloccando ulteriori arrivi. E, una volta cominciata la fase di deflusso, hanno potuto identificare tra i presenti un centinaio di persone e circa 30 auto. E così, nel corso dell’operazione, alla quale hanno preso parte polizia e carabinieri, sono state identificate oltre 100 persone, che si aggiungevano ai circa 90 partecipanti che avevano precedentemente abbandonato spontaneamente l’area della manifestazione. Che comunque ha avuto modo di pompare musica tecno a tutto volume per tutta la nottata di sabato mentre, come riferisce Libero in queste ore, «l’evento a cui le autorità hanno posto fine nell’arco di poche ore si è svolto all’interno di un terreno incolto, di proprietà privata».

Ma da Treviso a Bolzano i più ostinati non si danno per vinti…

Ma gli integralisti del rave party non si danno per vinti. E così, sempre ieri, nel Trevigiano, una cinquantina di ragazzi (la maggior parte dei quali residenti in provincia di Treviso) ha desistito dall’intento di organizzare un rave anche a costo di cambiare location. Spostandosi tra i boschi pur di complicare il compito dei carabinieri, intervenuti per porre fine a un rave party organizzato nella zona di Crocetta del Montello (Treviso). Non solo. Sempre nella notte tra sabato e domenica, i carabinieri di Bolzano hanno interrotto un rave party, organizzato da un gruppo di giovani in una proprietà privata nei dintorni di Bolzano. Gli organizzatori, diffondendo l’invito tramite il social network Telegram, avevano dato istruzioni ben precise a chi avesse voluto partecipare al raduno. Specificando di non divulgare la notizia. E di non farsi notare dalle forze dell’ordine. Gli stessi promotori dell’iniziativa avevano persino suggerito di non parcheggiare nelle vicinanze del posto per non dare nell’occhio. Aggiungendo di portare vestiti pesanti per poter resistere diverse ore al freddo della notte in montagna.

L’ultimo rave party organizzato in Trentino Alto Adige

Sul posto avevano allestito un vero e proprio palco con un importante impianto di diffusione sonora. Nonché vari stand per la vendita di alcolici e superalcolici. All’ingresso i ragazzi presenti hanno dovuto pagare una cifra in denaro contante per poter entrare. Nessuno degli organizzatori, però, aveva richiesto le previste autorizzazioni. Procedendo all’allestimento di quanto descritto senza tener assolutamente conto della pandemia. Tra l’altro, uno dei giovani controllati, palesemente ubriaco, allo scopo di allontanarsi e sottrarsi al controllo, ha spinto alcuni dei militari. Pertanto è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e sanzionato per ubriachezza. E alla fine sono state 38 le sanzioni amministrative effettuate per il mancato rispetto della normativa in vigore, tesa al contrasto della diffusione del Covid-19. Di cui, organizzatori e partecipanti dei rave, sembrano continuare a infischiarsi beatamente…

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